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Saldi, il budget sfiora i 300 euro

L’87% preferisce il negozio, ma tra i giovani il 63% sceglie il web. “Qualità dell’offerta decisiva”

Saldi, il budget sfiora i 300 euro

Ci siamo! Scattano i saldi e solo l’8% dei polesani esclude totalmente di fare acquisti. Questo vuol dire che il 92%, da oggi, darà la caccia all’affare. Lo dicono i dati della Confesercenti, secondo cui il negozio fisico resta il perno dell’esperienza “saldi” con l’87% delle preferenze. E’ quanto emerge dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per l’associazione di categoria sugli acquisti in occasione delle vendite di fine stagione invernali, che potrebbero valere quest’anno fino a 6 miliardi di euro in Italia.

Come detto, l’esperienza dei saldi resta legata al canale retail fisico: l’87% di chi è interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l’online è ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. Tra i 18-34 anni il digitale pesa di più, con l’online che si attesta addirittura al 63%.

Secondo la ricerca Confesercenti il 40% degli acquirenti ha già deciso cosa comprare ma il 53% dice che concluderà l’acquisto solo se troverà l’offerta giusta. E’ un punto chiave anche per leggere il tema del budget: il 54% dichiara di essersi dato un tetto di spesa per la moda, senza che questo significhi automaticamente un acquisto “sicuro”, perché la decisione finale dipende dalla convenienza percepita.

Tra chi ha già fissato un budget, la spesa media prevista è di 292 euro circa a persona, ma la mediana ci indica che uno su due spenderà 200 euro o meno: un divario che dice molto su come si distribuiscono gli acquisti.

Quest’anno ci si concentra soprattutto sui capi utili per il quotidiano e sugli acquisti più tipici della stagione. In testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba. Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.

“I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori - commenta Alvise Canniello direttore di Confesercenti Metropolitana Venezia e Rovigo - resta però evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto, infatti, non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza. In questo quadro i negozi continuano a fare la differenza, perché offrono confronto immediato, consulenza e fiducia, mentre il digitale affianca e integra. Proprio per questo è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni: tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale”.

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