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Poste, Cgil denuncia ritardi e caos

L’azienda: “Rallentamenti dovuti agli elevati volumi del periodo. Ma nessuna riorganizzazione”

Poste, Cgil denuncia ritardi e caos

Recapito postale al limite del collasso in Basso Polesine. A denunciarlo la Slc Cgil di Rovigo, che punta il dito contro anni di tagli sistematici e riorganizzazioni continue da parte di Poste Italiane hanno portato a un servizio “a singhiozzo”, che penalizza pesantemente sia i lavoratori sia i cittadini. Nei territori di Porto Tolle e Porto Viro, si legge nel comunicato, “la situazione del recapito postale è ormai insostenibile”, con pesanti ricadute sia sull’utenza sia sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Secondo quanto riportato dal sindacato, “nei centri di recapito si registra un grave accumulo di corrispondenza, in particolare dei prodotti a firma: pacchi di ogni dimensione, raccomandate e atti giudiziari che arrivano a scadere senza essere consegnati”. Una condizione definita “inaccettabile per un servizio pubblico essenziale”, che “mina il diritto dei cittadini a ricevere comunicazioni fondamentali nei tempi previsti”. La causa principale dei disservizi viene individuata nella carenza strutturale di personale. Nel comunicato si sottolinea come “manchi il personale di scorta necessario a coprire ferie e malattie, assenze fisiologiche e prevedibili”, mentre l’azienda continua a operare “con organici ridotti all’osso, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori carichi di lavoro sempre più pesanti e impossibili da gestire”. A peggiorare ulteriormente il quadro, evidenzia la Cgil, contribuiscono “mezzi di trasporto inadeguati e un’organizzazione del lavoro già fortemente compromessa dalla consegna a giorni alterni”, un sistema che “rende strutturali i ritardi e impedisce il recupero delle giacenze”, soprattutto in “un territorio complesso e con ampie distanze come quello del Basso Polesine”.

La situazione locale sarebbe “l’effetto diretto delle politiche di ridimensionamento portate avanti negli ultimi anni”, culminate “nel taglio di circa 3.300 zone di recapito a livello nazionale”. Scelte che Cgil afferma di aver “più volte denunciato” e che oggi producono “disservizi generalizzati, peggioramento della qualità del lavoro e condizioni di stress crescente per il personale, con inevitabili ripercussioni anche sulla sicurezza”. Nel testo si ribadisce con forza che “non è accettabile che il risanamento dei conti aziendali avvenga sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini”, tanto più “riducendo ulteriormente i servizi in un territorio già in difficoltà come il Polesine”. Da qui la richiesta di “più assunzioni stabili, personale di scorta adeguato, mezzi idonei e una revisione profonda dell’organizzazione del recapito”.

Cgil conclude affermando che “continuerà a denunciare questa situazione e a chiedere a Poste Italiane e alle istituzioni competenti di assumersi le proprie responsabilità”, perché “il servizio postale è un presidio pubblico fondamentale e non può essere sacrificato a logiche di puro contenimento dei costi”.

Alla presa di posizione sindacale è arrivata anche la replica di Poste Italiane. L’azienda precisa che “il servizio di recapito della corrispondenza nelle zone di Porto Tolle e Porto Viro si sta svolgendo regolarmente”. Poste Italiane riconosce tuttavia che “a causa degli elevati volumi di corrispondenza del periodo natalizio, si siano potuti verificare rallentamenti”, per i quali “l’azienda si scusa con i cittadini”. Nella nota di replica si aggiunge inoltre che “all’interno del centro di distribuzione di Adria non sono state effettuate negli ultimi anni riorganizzazioni del servizio di recapito”, che “continua ad essere svolto con le modalità consuete”.

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