VOCE
L’INTERVISTA DI INIZIO ANNO
03.01.2026 - 06:00
Il bilancio del primo anno pieno da sindaco del capoluogo di Valeria Cittadin è costellato da tante luci e qualche ombra. Ombre che si sono addensate sulla città soprattutto sul fronte della sicurezza, viste le drammatiche vicende che si sono verificate, in particolare, nel periodo estivo. E anche sul fronte politico, la tenuta della coalizione di centrodestra che la sostiene ha dimostrato qualche crepa in chiusura d’anno. Ai problemi però fanno da contraltare una serie di risultati positivi sul fronte amministrativo, come la risoluzione del “nodo Iras”, che Cittadin rivendica con grande soddisfazione.
Partiamo proprio dal tema della sicurezza. Il 2025 è stato un anno senza precedenti per la città, segnato da episodi violenti e gravi, primi fra tutti un omicidio ed uno stupro. Possiamo dire che questi problemi siano ormai alle alle spalle?
“Non mi sento di dire che tutte le situazioni relative alla sicurezza siano risolte. Credo che questo sia un aspetto sul quale bisogna continuare a tenere alta l’attenzione e a monitorare. La ‘zona rossa’ ha visto il presidio importante del territorio da parte delle forze dell’ordine negli ultimi mesi, ma non dobbiamo credere che ora sia tutto risolto. Credo che le forze dell’ordine, compresa la polizia locale, debbano continuare a monitorare il territorio e noi, come amministrazione, ci siamo attivati da tempo per dare il nostro contributo: abbiamo installato nuove telecamere perché è importante nel 2026 implementare la videosorveglianza e l’illuminazione oltre che accompagnare il monitoraggio della città. Certo, ci auguriamo che eventi disastrosi come l’omicidio del 19 luglio non si ripetano”.
Il 2026 si apre all’insegna di alcune grandi sfide per la città. Lei ha ampiamente parlato, anche in consiglio comunale, dello spostamento della stazione delle corriere. Ma ce ne sono altre che stanno vedendo la luce, come le opere dei progetti Pnrr.
“Nei primi mesi dell’anno sicuramente vedremo concretamente i lavori in corso per la realizzazione della rotatoria da Ponta, all’incrocio tra via Gramsci e viale della Pace, quindi il semaforo leggendario per le sue lungaggini vedrà il superamento delle criticità grazie alla rotatoria che rappresenterà una svolta per la viabilità cittadina. Poi arriveremo alla concretizzazione della vicenda che vede lo spostamento della stazione delle corriere all’ex scalo merci ferroviario, un altro cambiamento importantissimo per Rovigo perché la sistemazione in piazza Cervi, che doveva essere temporanea è durata più di 20 anni. Una sistemazione che, tra l’altro, di stazione delle corriere non ha niente, neanche una pensilina. Noi vogliamo dare dignità a chi arriva in città ma anche a chi dalla città si sposta. E poi io mi pregio anche di dire che la facciata della sede comunale verrà restaurata entro l’anno. La nostra piazza Vittorio Emanuele II è un bellissimo biglietto da visita ed è un vanto per la città che merita di essere valorizzato”.
Non meno importante, c’è la sfida di trovare un futuro per Casa Serena.
“Sarebbe bello se Casa Serena nel 2026 trovasse una destinazione d’uso importante. Non mi sento di dire che entro l’anno si riesca ad intervenirvi concretamente ma magari se si riuscisse, nei primi mesi dell’anno, a trovare una soluzione, avremmo poi tutto il resto dell’anno per mettere le basi per il suo utilizzo, in maniera nuova. Attualmente è un vuoto urbano e noi ci adopereremo per trovare una soluzione. Per il momento abbiamo effettuato solo dei passaggi interlocutori e non ci sono ipotesi concrete ma è una nostra priorità”.
Nel bilancio di fine anno, lei ha parlato senza mezzi termini della crisi dei negozi in città per i quali la sua amministrazione si impegna, anche economicamente, per realizzare eventi attrattivi. Ma resta il problema resta. Abbiamo dato conto del proseguimento dei parcheggi gratis il sabato. Cos’altro può fare l’amministrazione?
“Oltre al proseguimento dei parcheggi gratis il sabato pomeriggio, un altro obiettivo importante dell’amministrazione è pianificare nuovi parcheggi. E’ questo un altro nodo sul quale focalizzarci per porre le basi in maniera concreta di un rilancio del centro. Purtroppo la crisi del commercio non si risolve solo con queste iniziative, perché è legata a molteplici variabili, ma credo che rendere la città attiva e attrattiva possa dare una spinta importante. L’assessore Erika De Luca che da poco è stata delegata anche al commercio, ha già preso contatti con le associazioni di categoria per creare delle forme di collaborazione e sinergia per quei settori che hanno bisogno di un’attenzione particolare. Sono certa che De Luca sia in grado di dare delle risposte per quello che è nelle nostre possibilità e competenze e affiancare questo comparto”.
Anche sotto il profilo politico, nel 2025 ci sono state molte sfide per la sua amministrazione. Dalle elezioni regionali, che più di qualche scossa hanno portato alla sua coalizione, alle ultime vicende in consiglio. Come valuta queste dinamiche?
“Le frizioni che ci sono state non sono interne alla maggioranza ma interne ad un partito (il riferimento è a Fratelli d’Italia, ndr). Tuttavia ho fiducia che si possa trovare una certa serenità. Abbiamo nominato l’assessore che FdI aspettava da tempo ma credo che sarà il partito a ragionare, al proprio interno su come trovare una situazione di maggiore sintonia e serenità. In questo da parte mia c’è tutta la disponibilità a collaborare. Sia chiaro: io non ho problemi con i singoli esponenti del partito, le frizioni sono tutte interne ma ci sono i margini per intervenire in modo positivo. Un’altra cosa ci tengo a chiarire: la maggioranza non prevede la presenza di Antonio Rossini nella coalizione. E’ stato lui a dichiarare autonomamente il suo sostegno al sindaco ma non fa parte della coalizione di maggioranza perché penso che sia la maggioranza stessa a doversi pronunciare su chi ne fa parte. E da parte nostra non c’è ma stata una convergenza sulla presenza di Rossini nella coalizione, dunque Rossini continui pure a fare il capogruppo di se stesso”.
Per continuare sulla scia delle sfide politiche, il 2026 si apre all’insegna delle elezioni per la presidenza della Provincia. Sarebbe pronta ad assumersi un impegno di questo tipo?
“Questa la vedo come una scelta che farà la coalizione e non una scelta che posso fare da sola. Tra l’altro non mi pare che questo tema sia all’ordine del giorno. E quindi io interloquirò su questo con i partiti di maggioranza. Sottolineo che a me piacciono le cose unitarie: se il mio fosse il nome che mette tutti d’accordo allora ci sono. Ma non andrò mai in contrapposizione con qualcuno della maggioranza. Se sarà il presidente uscente Enrico Ferrarese a mettere tutti d’accordo, io non avrò alcun problema”.
Che cosa si porta del 2025 nel nuovo anno e che cosa si lascia volentieri alle spalle?
“Mi porto nel nuovo anno il calore della città che avverto e che per me è la cosa più importante. Mi porto la soluzione del caso Iras come nodo su cui ho lavorato tanto e alla quale abbiamo tenuto molto come maggioranza e siamo orgogliosi del successo. Mi porto la piscina aperta ed operativa anche d’estate, con le sue vasche esterne, e non solo nella parte interna: adesso, grazie a noi, è interamente a servizio della città. Abbiamo lavorato tanto, è stato tutto molto intenso e si continuerà con questo ritmo, perché spesso dobbiamo compiere scelte in velocità. I ritmi sono frenetici ma non sono affatto stanza, anzi: la cosa mi carica molto perché sento di fare qualcosa per la mia città e per la mia comunità. Riguardo a quello che mi lascio volentieri alle spalle, non vorrei più sentire parlare di divisioni tra ‘buoni e cattivi’, tra chi è a favore dell’integrazione e quelli che emarginano i più deboli. La mia amministrazione vuole fare il bene di tutti e vorrei che, una volta per tutte, si capisse che ci vogliono regole. Il rispetto delle regole non è discriminazione: probabilmente non si riuscirà a superare questo concetto perché ci sono ideologie che strumentalizzano molto la questione. Lascio alle spalle questa divisione ma lo ripeterò fino allo stremo: vorrei una comunità giusta, che rispetta le regole. Insomma vorrei una Rovigo civile”.
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