VOCE
I DATI
05.01.2026 - 17:40
Dopo una lunga fase di instabilità, il mercato del lavoro entra nel 2026 con segnali di cambiamento strutturale. Le dinamiche occupazionali si stanno ridefinendo sotto la spinta dell’intelligenza artificiale, della sostenibilità e di un profondo ripensamento delle competenze richieste. A delineare il quadro è la Salary Survey 2026 di Michael Page, che fotografa un sistema in trasformazione, nel quale retribuzioni, ruoli professionali e aspettative dei lavoratori evolvono rapidamente.
Il nuovo anno si apre come una fase di forte dinamismo, in cui flessibilità, riconoscimento economico e prospettive di crescita diventano fattori decisivi nelle scelte dei professionisti. Le aziende, dal canto loro, sono chiamate a rivedere strategie di attrazione e retention, in un contesto competitivo che premia chi investe in cultura organizzativa e sviluppo delle persone.
Un passaggio chiave sarà rappresentato dall’impatto della direttiva europea sulla trasparenza salariale, destinata a modificare il modo in cui le imprese comunicano gli stipendi. Le fasce retributive dovranno essere indicate già negli annunci di lavoro, con criteri chiari e accessibili. Il tema assume un peso ancora maggiore alla luce della percezione diffusa di disparità retributive, soprattutto di genere, e della scarsa chiarezza che ancora caratterizza molte strutture salariali. Inflazione, nuove sensibilità legate al benessere e attenzione ai valori aziendali stanno spingendo le imprese a ripensare i pacchetti retributivi in modo più articolato e coerente.
Sul fronte dei settori, la finanza si conferma tra i comparti più vivaci, sostenuta da investimenti privati e operazioni straordinarie. L’adozione dell’Ai ha già rivoluzionato pianificazione e analisi previsionali, favorendo decisioni sempre più data-driven. Cresce la domanda di profili ibridi, capaci di integrare competenze tecniche e digitali, mentre il settore bancario continua a evolversi tra fusioni e l’ingresso di nuovi operatori internazionali, con un conseguente incremento delle retribuzioni per i ruoli strategici.
Accanto alla finanza tradizionale, emergono ambiti come Fintech, pagamenti digitali, infrastrutture, energia e real estate, mentre il retail banking e le assicurazioni più tradizionali mostrano una minore vitalità. La diffusione degli asset digitali e delle stablecoin sta riducendo la domanda di ruoli operativi classici, aprendo spazi per figure altamente specializzate nella finanza digitale.
Il settore industriale appare più stabile, con il Food & Beverage in prima linea grazie alla domanda costante e alla crescente attenzione alla sostenibilità lungo l’intera filiera. Le energie rinnovabili proseguono il loro percorso di crescita, con nuovi progetti legati a fotovoltaico, eolico e idrogeno, mentre la manifattura accelera verso lo smart manufacturing, investendo in Ai, cloud e cybersecurity. Restano invece più complessi gli scenari per l’automotive e i trasporti, ancora influenzati da tensioni geopolitiche e rallentamenti negli investimenti.
Nel panorama delle professioni, alcune figure assumono un ruolo sempre più strategico, soprattutto nella logistica, nei trasporti internazionali e nella sanità ad alta specializzazione. In ambito sanitario cresce la richiesta di competenze avanzate in Ai, robotica, genomica e medicina preventiva, mentre si riduce l’interesse per ruoli più generalisti. Anche il comparto farmaceutico e dei medical device registra una crescita sostenuta dall’innovazione digitale, pur soffrendo una carenza di talenti nei profili regolatori e di alta specializzazione.
L’ospitalità italiana vive una fase di espansione significativa, favorita da grandi eventi e da un turismo sempre più esperienziale. La tecnologia diventa un fattore chiave per migliorare l’esperienza del cliente e l’efficienza operativa, contribuendo a trasformare il volto del settore.
A fare da filo conduttore è l’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo profondo su ruoli, competenze e modelli organizzativi. Le aziende rafforzano le politiche di retention, consapevoli della scarsità di profili qualificati, mentre cresce la centralità della cybersecurity, in particolare nella protezione dei sistemi industriali e delle infrastrutture critiche. Il mercato It italiano mostra così un trend positivo, sostenuto da automazione, cloud e approcci sempre più orientati alle competenze.
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