Cerca

POLITICA

Lega al lavoro per il bis di Ferrarese

Sullo sfondo la partita delle suppletive: Laura Cestari in lizza per il seggio che fu di Stefani

elezioni 2022

Elezioni 2022

Sullo sfondo la partita delle suppletive: Laura Cestari in lizza per il seggio che fu di Stefani

E’ di nuovo tempo di elezioni. Provinciali, il primo febbraio; poi suppletive per la Camera dei deputati, sulla carta l’8 marzo ma con possibilità di slittare di un paio di settimane. E la politica, soprattutto a centrodestra, si muove.

Sì, soprattutto a centrodestra perché - inutile girarci attorno - la bilancia dei numeri pende da questa parte. E’ così per le Provinciali, in cui votano soltanto sindaci e consiglieri comunali in carica (625 in tutto), con Fdi, Lega, Fi e alleati che governano Rovigo, Adria e più in generale 12 dei 13 Comuni più popolosi del Polesine (e il cui voto, ovviamente, “pesa” di più). Ma è così anche per le suppletive, con il collegio di Rovigo (che comprende anche 36 Comuni della Bassa Padovana) che - in epoca di uninominale - ha sempre sorriso al centrodestra.

E allora, è comprensibile che i riflettori siano puntati soprattutto sui movimenti di questa parte. E a proposito, proprio oggi andrà in scena il primo tavolo tra i coordinatori dei partiti di centrodestra per decidere il candidato presidente della Provincia, che deve obbligatoriamente essere un sindaco in carica. Del resto, il tempo stringe: le candidature, con relative sottoscrizioni, devono essere depositate entro lunedì prossimo a mezzogiorno. E così, in pole position c’è Enrico Ferrarese, primo cittadino di Stienta e presidente uscente, che non ha mai nascosto la volontà di conquistare un secondo mandato. Ferma sul suo nome, ovviamente, la Lega, partito a cui è da sempre vicinissimo pur non essendo formalmente iscritto (e qualcuno dice che, in caso di mandato bis, dovrebbe se non altro fare questa benedetta tessera...). Ma alla fine potrebbe essere tutto il centrodestra a convergere sull’ipotesi del bis. Sicuramente, Fratelli d’Italia non ha intenzione di mettersi di traverso, anche per un’oggettiva assenza di alternative. Insomma: i sindaci di FdI in Polesine si contano sulle dita di una mano sola, e quello forse più rappresentativo, Luca Prando (Lusia), non avrebbe certo il favore del Carroccio, partito che ha lasciato in modo traumatico solo pochi mesi fa per correre alle Regionali sotto le insegne di Giorgia Meloni.

Certo, Forza Italia potrebbe portare avanti la candidatura di bandiera di Giovanni Rossi (Badia), e sicuramente il suo sarà uno dei nomi sul tavolo della riunione odierna; ma Ferrarese partirà, se non altro, con i favori del pronostico. Un pronostico che potrebbe essere sovvertito soltanto se prendesse davvero piede l’ipotesi di una corsa di Valeria Cittadin: il sindaco di Rovigo ha dato la propria disponibilità soltanto a patto che sul suo nome ci sia la più ampia convergenza da parte di tutta la coalizione. Ma - la tesi di alcuni, a denti stretti - le esigenze di Palazzo Nodari sono tante e tali da assorbire tempo ed energie e sarebbe meglio, dunque, lasciare ad altri “l’incombenza” di guidare Palazzo Celio.

In alto mare, invece, la partita in casa centrosinistra: gli amministratori d’area si incontreranno questa settimana, ma la sensazione è che i tempi siano troppo stretti per poter costruire una reale alternativa, anche alla luce dei numeri. Luisa Beltrame (Ariano), Nicola Zanca (Gaiba) i possibili alfieri in casa Pd; ma un’incognita può essere rappresentata anche dal ruolo di Aldo D’Achille (San Bellino), portavoce del gruppo civico capace di raccogliere il consenso di diversi amministratori.

Sullo sfondo - ma non troppo - c’è poi la partita delle elezioni suppletive, che serviranno per assegnare il seggio lasciato libero a Montecitorio da Alberto Stefani. Il termine ultimo per votare sulla carta è lunedì 9 marzo, ma un cavillo consentirebbe di “recuperare” le vacanze natalizie, consentendo di far slittare il voto di ulteriori due settimane. La decisione, comunque, spetterà al ministero dell’Interno.

Per quanto riguarda le candidature, l’unica certezza è che il seggio che fu di Stefani dovrà restare in capo alla Lega. Il nome, però, sarà scelto direttamente da via Bellerio, storico indirizzo milanese del partito in cui è padrone di casa Matteo Salvini. E se solo qualche settimana sembrava che su quella casella ci fosse già scritto il nome di Luca Zaia, ora il futuro romano dell’ex governatore non sembra più così certo; non subito, almeno.

Dunque, si apre il ventaglio delle possibili candidature. A Rovigo, però, nessuno vuole esporsi direttamente, anche se l’intero stato maggiore leghista auspica che, alla fine, la scelta possa ricadere su un candidato polesano.

I nomi? Su tutti, quello di Laura Cestari, prima dei non eletti alle recenti elezioni regionali. La diretta interessata nicchia: “Non ne so niente”, si limita a dire. Ma, in questo caso, per le candidature c’è tempo: altri 40 giorni, come minimo.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400