VOCE
ECONOMIA
05.01.2026 - 07:37
La previsione del +0,80% vale il quindicesimo posto a livello nazionale. Superata Venezia
Polesine locomotiva del Veneto. No, non è uno scherzo: le stime della crescita del Pil per il 2026 incoronano la nostra provincia, che - nell’anno che si è appena aperto - appare destinato a realizzare la miglior performance su scala regionale per quanto riguarda la crescita dell’economia reale. L’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, su dati Prometeia, infatti, fissano allo 0,8% il tasso di crescita del Pil della provincia di Rovigo, a fronte di una media veneta dello 0,64% e di una crescita media italiana fissata allo 0,66%. A livello territoriale, il Polesine sarà la 15esima provincia d’Italia per tasso di crescita.
A livello regionale, per quanto riguarda l’anno in corso, il Pil del Veneto in termini nominali è previsto a 211 miliardi di euro, con un incremento di 6 miliardi pari al +2,9% rispetto al dato del 2025. In valore reale, invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi, come detto, allo 0,64%, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1,6%), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,8%) e della pubblica amministrazione (+0,4%), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,2% rispetto al +3,4% dell’anno appena concluso).
Se a livello regionale nel 2025 lo sviluppo del nostro Paese è stato trainato principalmente dal Veneto (+0,66%), per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna (+0,86% sul 2025). Subito dopo notiamo il Lazio (+0,78), il Piemonte (+0,74%), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con il +0,73%). Il Veneto scivola al 10 posto (+0,64%). Tra tutte le regioni del Nord solo il Trentino Alto Adige (+0,5%) e la Liguria (+0,42%) crescono meno di noi. In coda alla graduatoria scorgiamo la Sicilia con il +0,28%, la Basilicata con il +0,25% e, maglia nera nazionale, la Calabria con il +0,24%.
La prospettiva che quest’anno l’Emilia-Romagna possa crescere più di tutte le altre regioni italiane è riconducibile alla tenuta del settore meccanico, delle auto di lusso e delle biotecnologie. A un mercato del lavoro solido, a investimenti pubblici mirati e strategie per l’innovazione e l’export che hanno creato le condizioni per uno sviluppo che potrebbe consolidarsi anche negli anni a venire.
Sempre in termini previsionali, quest’anno la crescita del Pil a livello provinciale più importante è prevista a Varese (+1%). Seguono Bologna (+0,92%), Reggio Emilia (+0,91%), Biella (+0,90%) e Ravenna (+0,89%). Sebbene, siano previsioni e le distanze tra i territori molto ravvicinate, torna a farsi sentire il divario tra Nord e Sud, anche se il Mezzogiorno dovrebbe contare su una crescita molto positiva della Campania (in particolare a Caserta e Napoli). A livello veneto sono le realtà territoriali tradizionalmente più “in ritardo” a mostrare la maggiore vivacità economica. E se proprio Belluno e Rovigo erano, rispettivamente, ultima e penultima in Veneto per crescita nel 2025, quest’anno il capoluogo del Polesine vola al primo posto con un incremento del Pil rispetto dello 0,8%. Seguono la Città metropolitana di Venezia con una crescita attesa dello 0,78% (ventesima provincia in Italia) e Belluno (ventunesima in Italia, terza nel Veneto) con +0,76%. Quindi Verona (34esima) si attesta allo 0,71%; Vicenza (55esima) segue allo 0,59% al pari di Padova (58esima). Chiude la graduatoria regionale Treviso (69esima in Italia) con il +0,52% di crescita attesa.
Rispetto al 2025, soltanto tre province venete su sette segnano performance in miglioramento: la più marcata è senza dubbio quella di Rovigo che passa da una crescita dello 0,54% a una crescita attesa dello 0,8%; Belluno passa da 0,5% a 0,76%; mentre Verona va da 0,64% a 0,71%. In calo tutte le altre province, con il valore più marcato rappresentato da Venezia che scende dal +0,87% (prima in Veneto lo scorso anno, seconda nel 2026) allo 0,78% atteso.
Dal 2019 a oggi, invece, è Verona a far segnare la migliore performance con una crescita del 6,34%; sopra al 6% anche Vicenza e Padova; Treviso segue al +5,13%; quindi Venezia al 2,97% e Rovigo a +1,82%. Arretra, rispetto a sei anni fa, soltanto Belluno che ha perso lo 0,91% del proprio prodotto lordo.
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