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Usa l'Ai per minacciare la ex: carcere

Scatta la misura cautelare nei confronti del giovane

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Doppia operazione della polizia di Stato di Verona, coordinata dalla Procura della Repubblica scaligera, nell’ambito del contrasto alla violenza sulle donne. Gli agenti hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona, nei confronti di due uomini ritenuti responsabili di gravi reati ai danni delle rispettive ex compagne. I provvedimenti sono giunti al termine di articolate attività investigative.

Il primo caso riguarda un cittadino romeno di 31 anni, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto in precedenza al divieto di avvicinamento alla vittima, con applicazione del braccialetto elettronico. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe violato ripetutamente le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, continuando a inviare all’ex compagna messaggi contenenti minacce di morte e offese. Tra gli episodi ritenuti più gravi figura la pubblicazione sui social network di un video realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, nel quale l’indagato appariva con in braccio la figlia di tre anni mentre simulava di puntare un’arma da fuoco verso l’obiettivo, mimando la frase “Ti uccido”. Alla luce di queste condotte, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.

La seconda ordinanza ha interessato un cittadino italiano di 36 anni. L’attività investigativa è scattata a seguito della querela presentata dall’ex compagna, che ha denunciato un episodio di violenza fisica. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un quadro caratterizzato da reiterate vessazioni, comportamenti persecutori e gelosie ossessive, iniziati durante la convivenza e proseguiti anche dopo la cessazione della relazione. Considerati i precedenti penali dell’uomo, già condannato per reati analoghi, l’autorità giudiziaria ha ritenuto la custodia cautelare in carcere la misura più idonea.

Le due operazioni si inseriscono nell’attività congiunta di magistratura e forze di polizia finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati di genere e dei maltrattamenti in ambito familiare.

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