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Dal giardino fotografa le stelle

La splendida storia di Niccolò Guidi

Dal giardino fotografa le stelle

Niccolò Guidi e le sue fotografie astronomiche fanno un altro colpo grosso. Il cielo non ha più segreti per l’astrofotografo di Adria. Dal proprio giardino di casa, infatti, è riuscito a immortalare il complesso nebulare dell’Auriga come un unico ambiente fisico in cui le nebulose IC 405, IC 410 e IC 417 convivono all’interno di una vasta regione di formazione stellare. Si tratta di grandi nubi di gas e polveri interstellari che, illuminate e modellate dalla radiazione di stelle giovani e massicce, danno origine a forme complesse e in continua evoluzione.

“Dal punto di vista tecnico – spiega il fotografo Niccolò Guidi - l’immagine è il risultato di circa dieci ore di integrazione complessiva. Una durata così lunga è necessaria per accumulare abbastanza segnale da rendere visibili anche le emissioni più deboli del mezzo interstellare, altrimenti sommerse dal rumore. L’uso di un filtro a banda stretta ha permesso di isolare le principali linee di emissione, migliorando il contrasto e rendendo leggibili le strutture anche in presenza di inquinamento luminoso. La fase di elaborazione è stata orientata a mantenere un equilibrio tra fedeltà scientifica e resa visiva, evitando interpretazioni forzate e cercando di restituire un’immagine che fosse allo stesso tempo informativa e suggestiva. L’obiettivo finale è trasformare un dato astronomico in un racconto visivo capace di avvicinare il pubblico ai processi, spesso invisibili, che regolano la nascita e l’evoluzione delle stelle”.

In merito alle nebulose, IC 405, nota come “Nebulosa della Stella Fiammeggiante”, combina emissione e riflessione: parte della luce proviene dall’idrogeno ionizzato, mentre un’altra viene riflessa dalle polveri illuminate dalla stella AE Aurigae. IC 410, celebre per le strutture scure chiamate “Tadpoles”, mostra come la pressione della radiazione stellare possa scolpire il gas creando vere e proprie colonne cosmiche. IC 417, più estesa e diffusa, rappresenta una grande regione H II, segno di intensa attività di formazione stellare. “Ho iniziato a utilizzare il telescopio – dice Guidi - nel 1996 grazie a un regalo ricevuto. Nel 2020, ho mosso i primi passi nell’astrofotografia. Nel 2023 ho iniziato a seguire corsi di post-elaborazione fotografica con Astrolabio di Roma, di cui oggi sono socio e parte attiva”.

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