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l'intervista di inizio anno

“Al lavoro per pesca e agricoltura”

Il consigliere regionale ripudia il coordinatore FdI Zangirolami: “Destabilizza l’amministrazione”

“Al lavoro per pesca e agricoltura”

E’ stato eletto in consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia a novembre grazie a 2.395 preferenze dei polesani. Per Fabio Benetti l’ultimo scorcio del 2025 è stato il momento dell’ascesa a palazzo Ferro Fini.

Che anno è stato per lei il 2025?

“E’ stato un anno importante perché sono esattamente 10 anni che faccio politica e perché, contando anche qualche mese antecedente il 2025, posso dire che l’aver raggiunto in un anno e mezzo i traguardi di consigliere comunale, provinciale e regionale fa tanto piacere”.

Quanto c’è di merito personale e quanto deve al suo partito, Fratelli d’Italia, per questa escalation?

“Sicuramente devo ringraziare il partito perché sappiamo benissimo quanta concorrenza ci fosse interna ed esterna nel voler far parte della lista FdI alle regionali. In una situazione in cui il partito puntava ad espandere il proprio consenso e coinvolgere altre realtà non era affatto scontato poter correre. Anche perché, se si guarda la lista, tra i cinque candidati vi era l’assessore regionale, il presidente del consiglio del Comune capoluogo, un sindaco e una persona di lunga militanza, dunque vincere era tutt’altro che scontato. Il partito mi ha dato un grande aiuto ma ho avuto anche un forte riscontro da quasi tutti i circoli della provincia e anch’io ho avvicinato conoscenze personali o estranee alla politica”.

In consiglio regionale quali sono i suoi ambiti di attività?

“La grande soddisfazione che ho avuto, seconda solo all’ingresso a palazzo Ferro Fini, è arrivata quando è stata accolta la mia richiesta di far parte della terza commissione che si occupa tra le varie cose di caccia, pesca e agricoltura. Questa posizione mi carica di una grande responsabilità in quanto sono l’unico polesano a Venezia che si occupa di questi settori. Sono stato nominato anche componente della prima commissione che, tra le altre cose, si occupa di bilancio”.

Dunque un occhio di riguardo per il Polesine, visto che pesca e agricoltura sono due settori fondamentali per la nostra provincia...

“In campagna elettorale, tra le tante criticità che ho avuto modo di approfondire in diversi settori, ho avuto modo di riscontrare alcune delle principali difficoltà sia del mondo agricolo che della pesca, due settori strategici dell’economia polesana. Il lavoro da fare è tanto, non a caso ho improntato il mio lavoro rivolgendomi a esperti dei due settori e alle associazioni di categoria con l’obiettivo di creare dei gruppi di lavoro per capire e approfondire le tematiche e i problemi, avvalendomi di un sostegno professionale e qualificato specifico per alcuni temi, in modo da trovare le soluzioni più adeguate e realistiche”.

Impressioni del consiglio regionale?

“E’ una dimensione completamente diversa della quale devo ancora oggi rendermi completamente conto perché al di là del primo consiglio in cui c’è stata la presentazione delle linee programmatiche del presidente, a causa della pausa per le festività, in un certo senso il lavoro entra nel vivo da adesso in poi”.

Quali sono state le difficoltà più grandi che ha incontrato nella sua scalata?

“Nel 2024 a causa dell’intenso periodo lavorativo non ho fatto campagna elettorale, come d’altra parte anche la prima volta che mi sono candidato nel 2015, ed ho ottenuto comunque un bellissimo risultato. A livello di consiglio provinciale, dove il voto è espresso esclusivamente dagli amministratori, sicuramente il peso ponderale dei consiglieri comunali di Rovigo ha fatto la differenza, mentre le regionali sono state la mia prima vera campagna elettorale. Sicuramente le difficoltà che è normale si manifestino mano a mano che il traguardo da raggiungere è più ambizioso ci sono state. In questo caso quelle affrontate non sono state politiche ma personali, dettate da infamia, invidia e cattiveria di chi ha fatto di tutto per denigrare la mia immagine. Penso che quando si arrivi a inviare lettere anonime che coinvolgono familiari e persone che mi stanno vicino, si tocchi davvero il fondo. Però è altrettanto vero che chi voleva mettermi in difficoltà ha ottenuto l’effetto contrario perché mi ha caricato più di quanto già non lo fossi, tenendo conto del fatto che arrivare a certe bassezze denota in realtà una grande difficoltà”.

Come sarà il 2026 per lei?

“Il nuovo anno ripartirà esattamente dall’ultimo giorno di campagna elettorale. Per me i prossimi saranno anni che dal punto di vista dell’impegno, dei chilometri da percorrere e degli incontri saranno come una campagna elettorale. Mi trovo per la prima volta a fare della mia passione il mio lavoro ed essendo abituato a lavorare con determinazione e impegno, va da sé che il mandato in consiglio regionale lo svolgerò con altrettanta spinta”.

Che cosa porta del 2025 nel nuovo anno?

“Mi porto tutte le persone che mi hanno sostenuto e si sono dimostrate innanzitutto veri amici, prima ancora che sostenitori. Mi porto l’idea che ho sempre avuto e che mi ha accompagnato in questi anni che senza squadra e senza gruppo non si va da nessuna parte. E proprio la valorizzazione delle persone che mi hanno sostenuto è e sarà uno dei miei principali obiettivi. Renato Campanile assessore e Nello Piscopo capogruppo ne sono un esempio”.

Qualche rimpianto per le dimissioni da consigliere provinciale?

“Nessun rimpianto. Ho constatato che per come è impostata oggi la Provincia non ero incisivo. E’ una decisione che ho maturato durante l’estate, quando mi ritrovavo a presenziare ad eventi su delega del presidente ma poi, su temi che realmente contano come quelli dell’ambiente, il rapporto impostato passava dal presidente al dirigente senza coinvolgermi, anche se detenevo la delega”.

Che cosa lascia invece nel 2025 come esperienza da dimenticare?

“Una sola cosa: aver dato fiducia sia personale che politica all’attuale coordinatore comunale del mio partito, Matteo Zangirolami, che ho trovato totalmente inadeguato nel ricoprire tale ruolo, senza tenere conto che di tutti i buoni propositi ascoltati durante la presentazione del programma al congresso di marzo, in quasi un anno di coordinamento si ricorda solo una cena e un aperitivo a ridosso delle regionali. E’ palese la sua volontà di mettere in difficoltà l’amministrazione Cittadin, vedasi cosa è successo durante il voto sul bilancio. Vorrei tanto essere smentito ma i casi sono due: o è un coordinatore che muove consiglieri comunali contro l’amministrazione che dovrebbe sostenere o, diversamente, non rappresenta alcun consigliere del gruppo e di conseguenza è il coordinatore di se stesso”.

Si dimetterà da consigliere comunale?

“Assolutamente no: ho preso un impegno con i cittadini e con il sindaco Cittadin che stimo in quanto, a differenza di altri, sa prendere decisioni. Porterò a termine l’impegno che gli elettori mi hanno affidato un anno e mezzo fa con, in più, il valore aggiunto di essere un interlocutore a livello regionale”.

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