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veneto
07.01.2026 - 07:13
I Carabinieri
Una lite familiare degenerata in violenza ha portato all’allontanamento d’urgenza di un uomo di 33 anni dalla casa dei genitori. L’episodio si è verificato nel primo pomeriggio di venerdì in via Temanza, nel capoluogo, dove sono intervenuti i carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Padova.
L’allarme è scattato dopo una chiamata al numero unico di emergenza 112 effettuata dalla moglie dell’anziano, che segnalava una violenta discussione in corso tra il figlio convivente e il padre. I militari sono giunti rapidamente sul posto, trovandosi di fronte a una situazione di forte tensione. I carabinieri hanno immediatamente prestato i primi soccorsi al genitore, un uomo di 79 anni, che presentava evidenti segni di colluttazione ed era in stato di shock.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione sarebbe scaturita da un alterco per motivi ritenuti banali, durante il quale il 33enne avrebbe colpito il padre al torace. A seguito del colpo, l’anziano sarebbe caduto a terra, urtando contro un arredo della cucina e riportando ulteriori lesioni. La moglie, che si trovava in un’altra stanza dell’abitazione, è intervenuta dopo aver udito le richieste di aiuto del marito e ha provveduto a chiamare i soccorsi.
Sul posto sono arrivati anche i sanitari del Suem, che hanno trasportato il 79enne in ospedale per le cure necessarie. Le sue condizioni sono state giudicate serie, ma non tali da metterne in pericolo la vita.
Dalle testimonianze raccolte dai carabinieri sarebbe emerso un contesto familiare complesso, caratterizzato da precedenti episodi di violenza e comportamenti prevaricatori che, secondo quanto riferito, si sarebbero protratti nel tempo senza mai essere stati denunciati, per timore o per la volontà di proteggere il figlio.
Informata la Procura della Repubblica, i carabinieri hanno applicato nei confronti del 33enne la misura dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, ritenendolo responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice nel corso dell’udienza svoltasi nella mattinata di ieri. Oltre all’allontanamento dall’abitazione, è stato disposto anche il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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