VOCE
L’inaugurazione
08.01.2026 - 20:53
Intitolato ad Antonio Vivaldi, entro marzo inizierà ad accogliere i primi giovani detenuti, ora a Treviso: dopo una preghiera particolare per il luogo particolare e la benedizione del vescovo Pierantonio Pavanello, è stato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, giovedì mattina, con il picchetto d’onore della polizia penitenziaria, alla presenza di tutte le autorità militari e civili cittadine, a tagliare il nastro del nuovo carcere minorile di Rovigo.
Che, come ha spiegato il capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano, “aprirà entro un mese e chiuderemo quello di Treviso: è un fiore all’occhiello che onora il Veneto, ha 31 posti, 47 unità di polizia penitenziaria e a breve nomineremo il comandante. L’apertura di un istituto penale per minori non è una sconfitta, come ha detto qualcuno, o una vittoria, ma la soluzione concreta a un problema reale”.
La struttura, completa solo in parte, si estende su 7mila metri quadrati, 4mila coperti e 3mila di aree esterne con palestra e campetti, con la completa trasformazione della vecchia casa circondariale di via Verdi grazie a un investimento di 12 milioni.
Ostellari ha spiegato che saranno una decina i funzionari dell’area educativa che lavoreranno nella struttura e che “avrà spazi dedicati all’opera di rieducazione, alle attività formative, sportive, culturali e professionalizzanti: non è solo uno spazio detentivo, ma un luogo che coniuga l’esecuzione della pena con la rieducazione, perché la giustizia ha senso solo se è capace di guardare al futuro. Abbiamo deciso di intitolarlo a Vivaldi, compositore ma anche un educatore che ha creduto nella disciplina, nello studio e nella scoperta del talento come strumenti di riscatto. E’ il terzo istituto minorile inaugurato sotto il ministro Nordio e grazie al Mit da questo governo dopo quelli di Lecce e L’Aquila. E non è che dobbiamo per forza riempirlo”.
Il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin ha rimarcato: “Questo luogo va visto come un luogo di rinascita e crescita, non di repressione. Purtroppo ci sono fragilità e problemi sociali che portano i giovani a compiere atti gravi. Non sono preoccupata, credo che ci sia un indotto importante di agenti ed educatori e uno Stato che dovrà curare questo luogo”. Il presidente della Provincia Enrico Ferrarese ha aggiunto: “Dobbiamo sentire la responsabilità e comprendere le opportunità per il territorio”.
L’ex presidente della Regione e presidente del consiglio regionale Luca Zaia ha rimarcato: “E’ un progetto innovativo e all’avanguardia. Victor Hugo diceva che quando si apre una scuola si chiude un carcere, qui si cerca di aprire una scuola in carcere. Una pena senza progetto non produce sicurezza e dove mancano formazione e lavoro la recidiva resta altissima. La rieducazione non è buonismo, è sicurezza futura. Il fine della rieducazione resta un pilastro irrinunciabile, ma non può prescindere dalla certezza della pena. Tutti i giorni sentiamo parlare di baby gang, di maranza: il parlamento deve interpretare aspettative cittadino. Chi si comporta male deve essere punito”.
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, da parte sua, ha rimarcato. “Il sottosegretario Ostellari ha lavorato in maniera efficace. Dobbiamo essere orgogliosi di questi passi in avanti. Il prossimo sarà una comunità socio terapeutica di recupero ad alto impatto sanitario, alternativo al carcere, per minori con disagio comportamentale e polidipendenze, cofinanziato da Ministero e Regione. Ancora stiamo valutando la collocazione. Credo che anche la giustizia debba essere flessibile e adattare gli strumenti e i metodi a una società che è in continua evoluzione. Oggi c'è questa emergenza, c’è bisogno di trovare delle soluzioni rapide. Solo con la rieducazione si può recuperare il legame sociale”.
A margine, l’assessore regionale Valeria Mantovan aggiunge: “Fondamentali saranno i percorsi formativi e educativi”. E l’onorevole Nadia Romeo commenta: “Auspichiamo che all’inaugurazione segua un’effettiva e celere entrata in servizio della struttura e che possa contare su una dotazione di personale, risorse e servizi che consenta davvero di perseguire il fine effettivo di ogni struttura detentiva, a maggior ragione se destinata ai minori”.
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