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Oggi la cerimonia per il minorile

Costi lievitati a oltre 12 milioni, saranno presenti il sottosegretario Ostellari e il presidente Stefani

Oggi la cerimonia per il minorile

Oggi sarà ufficialmente e solennemente inaugurato il “Nuovo istituto penale per i minori per il Triveneto”. Secondo quanto già annunciato dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, questa mattina ci sarà il taglio del nastro per il nuovo carcere con 31 posti, per minori e giovani adulti, ovvero ragazzi fino a 25 anni che devono finire di scontare pene per reati compiuti prima dei 18 anni.

Alla cerimonia sarà presente lo stesso sottosegretario Ostellari, oltre alle autorità cittadine e provinciali e anche il presidente della Regione Alberto Stefani.

In realtà la struttura non è ancora pronta per ospitare i giovani detenuti, la maggior parte in regime di semilibertà, che permette di può trascorrere parte del tempo fuori dal carcere per lavorare, studiare o partecipare sa percorsi trattamentali, per poi tornare a dormire in carcere. Ancora ieri, impalcature e mezzi di lavoro in azione dalla parte di via Mazzini, con tanto di cancellata mancante, restituivano l’idea di un’opera ancora incompleta. L’ipotesi è che l’apertura vera e propria possa avvenire a marzo. Del resto, anche la nuova casa circondariale fu inaugurata ben prima di diventare operativa. Ed è proprio nel vecchio carcere di via Verdi che è sdtato realizzato in nuovo carcere minorile.

Un’opera attesa da tempo per il sistema di giustizia minorile vista la penuria di posti in rapporto alle nuove esigenze, aumentate anche con gli inasprimenti delle pene decisi son gli ultimi decreti in materia di sicurezza. Meno dalla città di Rovigo. Perché il grande investimento, lievitato da 8,8 a 12,3 milioni di euro, non è certo di quelli attesi da una città che chiede un rilancio e non di essere sempre ricettacolo di quanto le altre città non vogliono. Perché Treviso è da anni che aspetta di chiudere il minorile Santa Bona, struttura vecchia e teatro di varie rivolte, quella particolarmente violenta del 2022, con tanto di chiusura totale per l’inagibilità dovuta all’incendio, poi ancora nel 2024 e anche lo scorso ottobre, quando uno scontro fra bande rivali è culminato con due materassi dati alle fiamme e con i 17 giovani detenuti evacuati all’esterno.

Tanto che la parlamentare trevigiana del Pd Rachele Scarpa ha detto nei giorni scorsi: “L’apertura del nuovo istituto penale per i minorenni di Rovigo arriva dopo anni di denunce sulle criticità della giustizia minorile in Veneto e, francamente, arriva in ritardo. Non basta inaugurare: verificheremo da subito quali condizioni concrete saranno garantite a Rovigo, a partire da personale, sicurezza, spazi, servizi sanitari e percorsi educativi reali”. Le stesse perplessità manifestate tempo fa anche da Giampietro Pegoraro della Fp Cgil Penitenziari.

E pensare che quello spazio destinato ora ad accogliere i ragazzi più “difficili” di tutto il Triveneto, che avranno bisogno di percorsi e di una rete forte di supporto per far sì che davvero la loro pena abbia una funzione rieducativa e non punitiva, come sancisce la Costituzione, poteva essere destinato al naturale necessario allargamento del tribunale che sorge proprio a fianco e il cui progetto di “sdoppiamento” sembra essersi inabissato. Come, del resto si sono perse tracce del progetto per dare una nuova destinazione all’ex Caserma Silvestri con l’ipotesi della Cittadella Storico-archivistica-erariale che sembra sgretolarsi. Quelli sono progetti necessari per la crescita della città. Progetti che Rovigo attende. Ma per quelli non ci sono fondi e tempi chiari.

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