VOCE
IL CASO
09.01.2026 - 21:30
Una sonora bocciatura senza possibilità di appello nei confronti del sindaco Valeria Cittadin e della sua amministrazione è arrivata, venerdì, dal quartier generale del Pd di galleria Balotta. Ad emetterla, entrando nei dettagli di tutte le contestazioni mosse al sindaco, sono stati i capigruppo rispettivamente del Pd Diego Crivellari e della Lista civica democratica inclusiva Palmiro Franco Tosini affiancati da Emanuela Pizzardo, già candidata alle elezioni regionali nella lista dem, fresca di iscrizione al Pd.
Tutto parte dal “no” del sindaco alla proposta di realizzare, a costo zero per le casse comunali, uno spazio per la sepoltura in città dei defunti di fede islamica. Il diniego, supportato dall’argomentazione che “i cimiteri comunali sono laici e appartengono a tutti” dunque “non servono aree dedicate o separazioni”, ha sollevato uno sciame di polemiche ma per i tre esponenti del centrosinistra questo è solo l’ultimo di una serie di passi falsi inanellati dal sindaco sul fronte delle politiche per l’accoglienza in un anno e mezzo. “Prima la polemica contro l’accoglienza all’ex convento dei Cappuccini – ha esordito Crivellari – poi la revoca della delibera di adesione al progetto di accoglienza e integrazione Sai, con la rinuncia a oltre un milione e mezzo di euro in tre anni; quindi, la rinuncia a oltre un milione di fondi Pnrr per la lotta al caporalato, infine il rifiuto di uno spazio nel quale le persone di fede islamica possano essere sepolte secondo il proprio rito. Sono scelte certo facili, sicuramente parlano alla pancia, producono like sui social, ma non producono risultati. Oggi, dobbiamo scegliere se perseguire un modello di società aperta, basata sulla ragione e sulla tolleranza, o uno di società chiusa, a compartimenti stagni, che mette un gruppo di persone contro l’altro”.
Dal canto suo, Tosini ha chiarito: “Non c’è dubbio che l’immigrazione vada programmata ma il problema non può essere semplificato o trattato ideologicamente. Non possiamo ignorare che in Veneto oggi ci sono 500mila persone di origine straniera. La gran parte sono persone integrate, che lavorano e pagano le tasse e contribuiscono a contenere il grave fenomeno della denatalità. Il 10% degli imprenditori veneti è straniero, una cospicua parte di questi vive in Polesine. Non vanno ignorati. Va loro riconosciuta quella dignità sociale che la nostra Costituzione, all’articolo 3, riconosce a tutti i cittadini. L’amministrazione comunale, di fronte ad una richiesta avanzata dalla comunità musulmana di avere uno spazio adeguato all’interno del cimitero cittadino dove possono essere sepolti i non cattolici, coloro che hanno riti e culti diversi, non può che accoglierla attuando il dettato costituzionale e rispettando la dignità della persona al momento della morte. Questo è il senso alto di laicità che deve condurre una amministrazione a dare risposte a una comunità intera e non risposte ideologiche per accontentare una parte dell’elettorato”.
Chiusura, in tema di sicurezza, affidata a Pizzardo. “La sindaca continua a proporci un modello secondo il quale contrastare l’inclusione e l’accoglienza produrrebbe sicurezza – ha detto – E’ vero esattamente il contrario. Abbandonare il Sai, al quale aderiscono 700 Comuni significa proprio l’opposto. Ossia ‘strappare’ ragazzi, sui 18 anni, a un sistema che li inserirebbe nella società in termini di formazione, lavoro, e documenti e che, quindi, è sinonimo di sicurezza. Togliere da questo binario i ragazzi significa al contrario facilitare una deriva verso la devianza e la marginalità”.
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