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Dopo i botti, decine di cani scappati

Si cercano i proprietari con il microchip

Tu ti diverti e loro muoiono

La notte di Capodanno e i giorni immediatamente precedenti e successivi, Epifania compresa - e soprattutto i botti - hanno avuto conseguenze rilevanti per numerosi animali nel territorio dell’Ulss 6 Euganea. A tracciarne un primo bilancio è il Servizio veterinario dell’azienda sanitaria: tra il 30 dicembre e il 2 gennaio sono stati 36 i cani recuperati dopo essere fuggiti dalle abitazioni spaventati da petardi, fuochi d’artificio e spari.

Si tratta di animali scappati da case, giardini e recinzioni nel tentativo di allontanarsi dai rumori improvvisi. Fughe che spesso li espongono a rischi significativi, come investimenti stradali, ferite e traumi, oltre a potenziali pericoli per la circolazione e per le persone che li incontrano.

Nel dettaglio, come spiega Aldo Costa, direttore del Servizio veterinario dell’Ulss 6, "nei giorni a cavallo di Capodanno nove cani sono stati recuperati e ricoverati in canile perché privi di microchip o con proprietari non immediatamente rintracciabili. Otto di questi sono già rientrati a casa, anche grazie agli appelli diffusi sui social network. Altri 28 cani, invece, sono stati recuperati e restituiti direttamente ai proprietari, identificati subito tramite microchip".

Le situazioni più critiche si sono registrate soprattutto nelle aree della Bassa e dell’Alta Padovana, dove è maggiore la presenza di animali tenuti all’esterno delle abitazioni e dove l’uso dei botti risulta ancora diffuso. "Nel complesso la provincia di Padova rappresenta una buona realtà – prosegue Costa – con un livello di identificazione elevato: oltre l’80% dei cani viene restituito rapidamente ai proprietari. Persistono però alcune zone più rurali, in particolare ai confini con Rovigo e Treviso, dove il microchip è ancora poco utilizzato".

I dati annuali indicano che nel corso di un anno vengono recuperati circa 1.500 cani: mille tornano ai proprietari in tempi brevi, mentre per circa 500 il rientro avviene dopo ricerche più lunghe, spesso proprio per l’assenza di identificazione.

Per quanto riguarda la fauna selvatica, non esiste una rete strutturata di recupero: animali disorientati e uccelli spaventati vengono spesso ritrovati senza vita nelle ore successive ai festeggiamenti, un fenomeno che si ripete ogni anno nel periodo delle festività di fine anno.

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