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Carcere in centro, proprio necessario?”

I rodigini contestano la scelta dopo il taglio del nastro

“Perché un carcere in centro?”

L’8 gennaio a Rovigo è stato inaugurato il nuovo carcere minorile, realizzato nell’ex casa circondariale di via Verdi. La struttura ospiterà giovani detenuti e attività legate ai percorsi di rieducazione e reinserimento. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, a conferma dell’importanza attribuita all’apertura di un istituto penale per minori sul territorio.

L’avvio del carcere ha però aperto anche una riflessione più ampia tra i cittadini, che si interrogano sulla necessità di una struttura di questo tipo e sulla scelta di collocarla in questa zona della città. Un tema che divide e che porta con sé considerazioni diverse, legate sia agli aspetti sociali sia a quelli urbanistici.

Paolo esprime una posizione prudente: “Penso che la collocazione sia stata valutata da chi di dovere, anche se non ho un’idea precisa. Credo che Rovigo sia stata individuata dopo che in altre città del Veneto non c’è stata disponibilità. Se i locali sono idonei, avranno ritenuto questa soluzione corretta. Detto questo, Rovigo avrebbe bisogno anche di altro e mi chiedo se le risorse impiegate non potessero essere utilizzate diversamente”.

Più critico Filippo, che mette in discussione soprattutto la scelta dell’area: “Non sono d’accordo. Questa poteva essere un’occasione per realizzare qualcosa di diverso, magari un intervento abitativo che desse nuova vita alla zona. Dopo aver spostato il carcere fuori dalle mura, tornare indietro non mi convince”. Sul tema della sicurezza aggiunge: “Non credo che abbia un impatto positivo: la vita del carcere resta separata dalla città”.

Vanni distingue invece tra funzione e collocazione: “Dal punto di vista del recupero dei ragazzi, una struttura così può essere necessaria. Sulla posizione, però, ho dei dubbi: non mi sembra la soluzione più adatta rispetto agli obiettivi che dovrebbe avere”.

Anche Alessandro esprime perplessità legate al contesto urbano: “Sull’apertura non ho ancora un’opinione definita, ma sulla collocazione sì. Sapere che ci sono permessi di uscita e rientro può creare qualche preoccupazione. Si tratta comunque di minori coinvolti in procedimenti per reati anche di una certa gravità”. E conclude: “Investire sulla prevenzione e sull’educazione resta fondamentale: è una base su cui non si sbaglia mai”.

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