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Al bar arrivano Cinzia e Veronica!

Al “Centrale” si volta pagina: madre e figlia portano una ventata d’entusiasmo e passione

Al bar arrivano Cinzia e Veronica!

Al “Centrale” si volta pagina: madre e figlia portano una ventata d’entusiasmo e passione

Dopo 25 anni di gestione, uno dei locali simbolo di Porto Tolle è pronto a scrivere una nuova pagina della sua storia.

Il Bar Centrale, da decenni punto di riferimento della vita di paese, riapre con una nuova gestione tutta al femminile: a prendere in mano il futuro del locale saranno Cinzia Sacchetti e Veronica Vidali, madre e figlia, di Scardovari, già molto conosciute per l’esperienza maturata al Mama’s Beach Club, sulla spiaggia di Barricata.

Un passaggio di testimone importante, che arriva in un momento delicato ma anche carico di aspettative per il paese. Cinzia e Veronica non sono volti nuovi per Porto Tolle. Prima di diventare titolari del Mama’s Beach Club, per quattro stagioni consecutive, avevano già lavorato come dipendenti nello stesso stabilimento balneare.

Cinzia, in particolare, arriva a questa nuova avventura dopo un importante cambio di vita: per 18 anni ha lavorato alla Florsystem di Polesine Camerini, prima di decidere di entrare nel mondo della ristorazione. Un settore che l’ha vista impegnata come barista per tre anni in diversi locali di Porto Tolle, fino alla scelta, condivisa con la figlia, di mettersi in proprio. Veronica, invece, che ha solo 21 anni, ma le idee molto chiare, ha affiancato il lavoro allo studio, frequentando l’indirizzo ristorazione dell’Enaip, costruendo fin da giovanissima una professionalità che oggi le permette di affrontare questa sfida con un entusiasmo da far invidia.

La scelta di lasciare Barricata è dipesa da un quadro generale reso complesso da un lungo contenzioso legale (la spiaggia è al centro da anni di una disputa sulla sua natura giuridica), sia per gli effetti della direttiva Bolkestein, la normativa europea che mette in discussione il sistema delle concessioni demaniali marittime “Avremmo voluto fare molto di più - raccontano - ma la natura stessa della spiaggia, con l’accesso tramite ponte mobile, e l’incertezza normativa non ci permettevano di investire come avremmo desiderato. Ci piaceva moltissimo lavorare lì, ma sentivamo il bisogno di qualcosa di più duraturo, per una passione che è anche lavoro e che ci unisce come famiglia”.

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