VOCE
TRENTINO
12.01.2026 - 14:00
Il Trentino corre ai ripari contro il fenomeno degli sciatori ubriachi e molesti sui mezzi pubblici, una criticità ormai strutturale che nelle ore serali trasforma le corriere in un terreno di tensione continua. Dopo settimane di segnalazioni e un grave episodio di violenza avvenuto a dicembre, la Provincia di Trento ha avviato un confronto istituzionale per mettere in campo contromisure a tutela di autisti e passeggeri, in particolare sulle tratte da e per Madonna di Campiglio.
L’episodio che ha fatto esplodere la questione risale a metà dicembre, quando alla fermata di Javrè un giovane, sceso da una corriera proveniente da Campiglio, ha aggredito due conducenti, portando alla luce una situazione che gli addetti ai lavori descrivono come quotidiana. Gruppi di ragazzi alterati dall’alcol, schiamazzi, vomito a bordo e atteggiamenti intimidatori hanno reso alcune corse serali inermi e ingestibili, tanto che diversi autisti hanno iniziato a evitarle ricorrendo a ferie o assenze per malattia.
La risposta istituzionale è arrivata in queste ore. L’assessore provinciale ai trasporti ha riconosciuto la presenza di “situazioni problematiche” ricorrenti, annunciando un pacchetto di interventi allo studio insieme a prefettura, forze dell’ordine, azienda di trasporto e amministrazioni locali. La priorità è la sicurezza, con l’ipotesi di un presidio fisso e visibile di carabinieri e polizia locale nelle stazioni più sensibili, soprattutto nei fine settimana. Resta invece complesso, e giuridicamente rischioso, negare l’accesso ai bus sulla base dello stato di alterazione, affidandosi a valutazioni soggettive.
Una prima sperimentazione è già stata avviata durante le festività, con la presenza di controllori a bordo incaricati di gestire l’imbarco e allertare le forze dell’ordine in caso di criticità. I risultati sono stati giudicati “moderatamente confortanti”, anche se il degrado dei mezzi a fine corsa continua a rappresentare un problema. Per questo si guarda a una soluzione più strutturale: corse dedicate agli avventori dell’après-ski, separate dal servizio di linea utilizzato da lavoratori e residenti, spesso costretti a viaggiare nel caos o a rimanere a terra.
Un possibile riassetto degli orari consentirebbe di tutelare chi usa il trasporto pubblico per lavoro e, al tempo stesso, di contenere i disordini legati alla movida invernale. Il dossier è ora all’esame del comitato provinciale per l’ordine pubblico.
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