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LE MOSTRE

Roverella: “Un volano che deve girare più forte”

“Con maggiori proposte abbinate il beneficio crescerebbe”. “Un modo per scoprire la città”

Roverella: “Un volano che deve girare più forte”

Negli ultimi vent’anni fondazione Cariparo ha costruito attorno all’arte una parte importante dell’identità culturale di Rovigo. Palazzo Roverella è ormai riconosciuto a livello nazionale come una delle sedi espositive più rilevanti del Paese. A confermarlo è anche il recente riconoscimento assegnato dalla rivista Finestre sull’arte, che ha inserito la mostra dedicata a Vilhelm Hammershoi tra le dieci migliori esposizioni italiane del 2025. Un risultato che rafforza il ruolo della Fondazione e la sua missione dichiarata: utilizzare l’arte come strumento di sviluppo economico e di attrazione per il territorio. Se sul piano culturale i risultati sono evidenti, più articolato è il quadro che emerge parlando con chi vive quotidianamente il centro storico.

Tra i commercianti prevale il riconoscimento del valore delle grandi mostre, ma non manca una riflessione critica sulla loro ricaduta concreta. Roberto, titolare di Sartoria Meccanica, sottolinea come il flusso di visitatori non sempre si traduca in acquisti: “Le persone arrivano, girano, ma spesso non entrano nei negozi. In passato, con alcune mostre, si vedeva un pubblico che restava di più.

Oggi pesano molto parcheggi e viabilità: se venire in centro è complicato, si viene per la mostra e poi si riparte”. Più favorevole, invece, la valutazione di bar e caffè del centro. Joe, dell’Antico Caffè Franchin, parla di un effetto positivo evidente: “Le mostre portano movimento e danno visibilità alla città. Chi arriva spesso resta colpito da Rovigo, anche perché non se l’aspettava così. Se ci fossero più proposte abbinate, il beneficio sarebbe maggiore”. Sulla stessa linea Raffaele del Caffè Garibaldi, che definisce le esposizioni al Roverella “una risorsa fondamentale”, soprattutto in una fase in cui il centro ha perso molte funzioni tradizionali.

Più cauta Silvia, titolare di Kreativa and More: “Le mostre aiutano, è innegabile. Ma l’effetto è concentrato nei giorni dell’evento. Quando l’esposizione finisce, il flusso si interrompe e il turista non sempre ha altri motivi per tornare”.

Dal lato dei visitatori, il giudizio sulla città è invece generalmente positivo. Pino, arrivato da Padova per la mostra fotografica attualmente in corso, racconta una scoperta inattesa: “Siamo venuti per l’esposizione, ma la città ci ha colpiti. E’ tranquilla, piacevole, merita di essere vissuta anche oltre la visita al museo”. Un’impressione condivisa da Federica, che vede in Palazzo Roverella il principale motore di attrazione, ma non l’unico motivo per fermarsi: “Una volta qui, è naturale fare un giro e scoprire altri angoli della città”.

C’è poi chi, come Luca, arriva da fuori regione e considera Rovigo una tappa ormai abituale: “Ho visto più mostre qui negli ultimi anni. Puntare su arte e cultura è la scelta giusta”. Anche Luigi, da Verona, sottolinea una città “ordinata e accessibile”, adatta a ospitare eventi di questo livello.

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