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rovigo
13.01.2026 - 07:09
Una notizia che come un uragano irrompe, da Rovigo a Venezia: secondo la ricostruzione della Procura di Rovigo, sarebbe stato infatti Fabio Benetti, neoeletto consigliere regionale di FdI, ad apporre gli adesivi con il simbolo del Pd ai manifesti elettorali dell’altro candidato del suo stesso partito Mattia Moretto, coprendo il logo di FdI e “camuffandolo” da candidato “dem” durante l’ultima campagna per le elezioni regionali, a novembre. Il verdetto delle urne è stato poi di 2.395 preferenze per Benetti e 2.328 per Moretto, con il primo poi subentrato in consiglio al posto di Valeria Mantovan, prima di FdI con 4.850 voti, nominata assessore nella giunta Stefani.
I cartelloni “taroccati” sono stati quelli delle plance di Adria, Ceregnano, Canale di Ceregnano, Rovigo, Lendinara, Badia Polesine, Fratta Polesine, Castelmassa, Villadose e Bergantino. Ed era stato lo stesso Moretto a presentare denuncia contro ignoti per il danneggiamento dei propri manifesti. Le indagini sono state delegate ai carabinieri di Adria e alla Digos di Rovigo e sono stati eseguiti una perquisizione, sequestri di materiale informatico, acquisizione di immagini di telecamere stradali, dei manifesti elettorali manipolati, sono state raccolte le dichiarazioni di persone informate sui fatti, e sono stati eseguiti accertamenti tecnici con le garanzie della difesa sul materiale informatico sequestrato.
Ieri è stato proprio il procuratore della Repubblica di Rovigo Manuela Fasolato a comunicare “per ragioni di rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione essendo già state diffuse notizie stampa in merito, che quest’ufficio procede contro noti nei confronti di B. F., nato nel 1988, persona offesa M. M., per il reato, in ipotesi accusatoria, di cui all’articolo 294 codice penale, di attentati contro diritti politici del cittadino”, che ha una pena base da uno a cinque anni. Ovviamente, si rimarca, “il procedimento è in fase di indagine preliminare e vi è la presunzione di innocenza per cui la responsabilità penale può essere provata solo con sentenza passata in giudicato”.
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Secondo l’ipotesi accusatoria, Benetti avrebbe “impedito con l’inganno l’esercizio di un diritto politico e/o determinato ad esercitarlo in senso difforme dalla volontà del cittadino elettore”, con “alterazione e manomissione di numerosi manifesti elettorali della persona offesa, nei quali era apposto il logo di un partito diverso da quello di riferimento, così impedendo l’esercizio del corretto diritto politico di elettorato attivo agli elettori o determinandoli ad esercitare il loro diritto di elettorato attivo in senso difforme dalla loro volontà, creando con l’inganno la convinzione nell’elettore che visionava i manifesti elettorali che il candidato fosse abbinato al partito di cui era stato apposto il logo sovrapposto al logo del partito di riferimento, che veniva coperto, così impedendo l’esercizio genuino del suo diritto politico di elettorato attivo e determinandolo ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà”.
Oltre all’ipotizzato danno nei confronti degli elettori, c’è poi quello nei confronti di Moretto, “impedendo l’esercizio del diritto politico di elettorato passivo della persona offesa”. Perché, si legge, dopo che Moretto “aveva affisso e fatto affiggere i propri manifesti elettorali, l’indagato alterava manipolandoli o faceva alterare manipolandoli, così che il candidato persona offesa figurava abbinato ad un partito diverso, apparendo in tal modo agli elettori in maniera distorta e difforme dalla sua volontà di esercizio del suo diritto politico di elettorato passivo”.
A fronte di quanto trapelato, sull’indagine a carico del neo consigliere regionale FdI Fabio Benetti, l’avvocato Stefania Tescaroli, suo difensore di fiducia dichiara: “Il mio assistito, Fabio Benetti, si dichiara sereno confidando nella giustizia che farà il proprio corso e arriverà all'accertamento della verità. Nel corso del procedimento si procederà a dimostrare la totale estraneità ai fatti da parte del mio assistito. Naturalmente Fabio Benetti provvederà a tutelare la propria immagine in tutte le sedi”.
Una notizia che scuote Fratelli d’Italia. Che, per il momento sceglie la via della cautela e del garantismo sull’indagine a carico di Fabio Benetti, sulla presunta alterazione dei manifesti elettorali del compagno di partito Mattia Moretto.
A cominciare proprio dallo “sfidante” di Benetti, Moretto: “Per rispetto dei lavori della procura e del mio partito, io in quanto persona offesa al momento, non rilascio dichiarazioni. Ci tengo comunque a dire che nutro massima fiducia nei confronti della magistratura”, è il commento del presidente del consiglio comunale di Rovigo.
Il segretario regionale di FdI, il senatore Luca De Carlo, rimarca: “Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e auspico che la situazione si risolva quanto prima. Certo il clima che si è creato nel partito a Rovigo non è certo dei migliori e credo che al netto della questione giudiziaria per la quale mi auguro che Benetti possa dimostrare la sua estraneità, il clima si rassereni perché i cittadini pretendono dalla politica esempio e lavoro non beghe personali”.
Da parte sua, il commissario provinciale di FdI, il senatore Bartolomeo Amidei, commenta: “Noi tutti del centrodestra siamo per formazione garantisti e non forcaioli. E aborriamo che vengano emesse sentenze quando si tratta di indagini preliminari, senza capire bene quale sia il fatto e cosa sia stato accertato. Quindi non sentenzio prima di aver capito bene cosa ci sia di dimostrato e dimostrabile. E’ presto per trarre le conclusioni, attendiamo e vediamo. Sono fiducioso e anzi il primo a chiedere che venga fatta luce su queste cose, tanto più che entrambi i protagonisti sono candidati del mio partito. Il primo a voler capire, dunque, sono proprio io e credo anche i diretti interessati. Ovviamente ripongo la massima fiducia nella giustizia. Detto questo, è vero anche che io, che di campagne elettorali ne ho parecchie alle spalle, che di manifesti imbrattati, strappati, coperti, purtroppo, se ne sono visti tanti. E ogni volta ci sono state denunce. Stavolta mi pare che la vicenda stia assumendo connotati diversi. Non voglio difendere o accusare nessuno, attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”.
Meno “allineata” la posizione del coordinatore cittadino di FdI Matteo Zangirolami, che esprime sì “piena fiducia nell’operato della magistratura, certo che le autorità competenti sapranno accertare i fatti con rigore e imparzialità”, ma aggiunge che “il fatto in questione non è da considerarsi una banale goliardata ma un atto ingannevole per gli elettori e lesivo dell’immagine del partito, oltre che di Mattia Moretto al quale esprimo piena vicinanza e solidarietà anche a nome del coordinamento comunale. Contestualmente auspico che il consigliere Fabio Benetti possa dimostrare la propria totale estraneità ai fatti a lui contestati, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza”.
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