VOCE
IL CASO
13.01.2026 - 17:45
Oltre 10mila arresti e almeno 572 morti secondo le ong in Iran. Questo è il bilancio, a ieri, della protesta massiccia che parte dal popolo iraniano contro il regime dello ayatollah Khamenei. “Ma sono molti di più, e da mercoledì sera tengono in ostaggio 90 milioni di persone, senza linea telefonica, senza Internet, senza cibo per mangiare”. Maryam Amir Farshi Nejad, nata a Teheran, artista molto attiva a Rovigo, poetessa, performer e critica d’arte sta vivendo con particolare apprensione le notizie sporadiche e non precise che arrivano dall’Iran. Non riesce a parlare con il padre, molto malato, con i due fratelli, con i cugini e gli amici, molti dei quali giornalisti. “So che molti stanno protestando - racconta - stavolta è diverso. Nemmeno la repressione sta dissuadendo la gente dallo scendere per strada nelle città in cui si protesta. Io piango, qui da Rovigo e provo a mettermi in contatto con loro, ma è impossibile. Anche mio fratello, che lavora per una società di informatica, è senza Internet. Vogliono isolarli”.
Maryam spiega l’odissea di un altro dei suoi fratelli, che in questi giorni si trovava a Teheran in visita al padre malato, ma doveva tornare a Monaco: “Hanno cancellato tutti i voli internazionali, ha dovuto raggiungere il confine con la Turchia e poi da lì partire per tornare al lavoro”.
Stanno uccidendo i bambini, in Iran e i giovani. Non c’è pietà, ma non c’è nemmeno rassegnazione. “Vanno tutti a protestare, c’è paura e si dice ‘vado a fare una passeggiata’ per non dichiarare che stanno andando a manifestare. E non è una protesta per chi vuole la libertà e i diritti. E’ una protesta di tutti - continua l’artista - per dire basta essere sfruttati, non sono anarchici, come sostiene Khamenei, non hanno olio e yogurt da comprare”.
Attorno a “Reza Pahlavi”, 65enne il figlio dello scià di Persia che fu cacciato dalla rivoluzione islamica del 1979, e che ora vive in esilio negli Stati Uniti, si sono uniti i cori di protesta. “Ma questo non significa che la gente vuole un’altra monarchia, sia chiaro”, spiega ancora l’artista. “Ora il regime fa il gioco sporco facendo vedere i cadaveri per terra, i sacchi neri. Ma la gente non molla, vuole giustizia e vendetta perché hanno ucciso bambini e giovani”.
La via d’uscita è l’America? “Dal mio punto di vista o un governo militare fa un golpe in aiuto del popolo oppure c’è bisogno di un aiuto internazionale. Rispetto all’America il governo iraniano è stato furbo, ha detto che hanno attaccato e ora bisognava unirsi contro il pericolo statunitense, ma ora c’è bisogno di un aiuto grosso. Non si trovano medicine, non si riesce a vivere. Io protesterò da qui. Sono stata a Padova, a Bologna. E spero che qualcosa si organizzi anche a Rovigo”.
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