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Stop ai bollettini cartacei

Versamenti solo online per colf, badanti e baby sitter

Stop ai bollettini cartacei

Dal primo gennaio entra in vigore una trasformazione destinata a incidere sul lavoro domestico e sulle abitudini di migliaia di famiglie. I contributi previdenziali per colf, badanti e baby sitter devono essere versati esclusivamente in modalità digitale attraverso il portale dell’INPS. Va così in archivio la tradizionale lettera trimestrale con i bollettini precompilati, sostituita da un sistema interamente online pensato per rendere più rapidi i pagamenti e ridurre costi, carta e attese agli sportelli.

Per anni l’Istituto ha accompagnato i datori di lavoro domestico con un kit cartaceo contenente istruzioni e modelli di pagamento utilizzabili in banca, in posta o nelle tabaccherie. La nuova impostazione risponde a un percorso più ampio di dematerializzazione della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di semplificare le procedure e migliorare la puntualità dei versamenti. Dal 2026, però, il promemoria non arriverà più a casa: sarà il datore a dover accedere all’area riservata e recuperare autonomamente gli avvisi di pagamento.

La transizione è stata modulata per tenere conto delle difficoltà di una platea spesso anziana. Per l’anno in corso l’obbligo riguarda i datori con meno di 76 anni, mentre chi supera questa soglia continuerà a ricevere la comunicazione cartacea per i rapporti già in essere fino al 2027. Diverso il discorso per i nuovi contratti: da quest’anno ogni nuova assunzione nel lavoro domestico rientra subito nel perimetro del pagamento digitale, indipendentemente dall’età del datore.

A supporto del cambiamento, l’Inps ha attivato un servizio gratuito di assistenza telefonica. Gli operatori accompagnano passo dopo passo nell’accesso al portale, nell’aggiornamento dei dati contrattuali e nella compilazione del modello PagoPA, fino alla conferma del versamento. Un aiuto pensato per garantire continuità nei pagamenti e ridurre il rischio di errori nella fase di passaggio.

Il nuovo sistema concentra tutto in un’unica area riservata, dove famiglie e intermediari possono consultare storico dei pagamenti, ricevute e importi dovuti. Una scelta che rafforza anche la tracciabilità in caso di controlli fiscali e coinvolge patronati, consulenti e commercialisti incaricati della gestione delle pratiche.

Restano invariate le scadenze trimestrali. Il calendario segue lo schema tradizionale, con finestre di pagamento all’inizio di aprile, luglio, ottobre e gennaio. Proprio la scadenza di gennaio 2026, relativa all’ultimo trimestre dell’anno precedente, è slittata al primo giorno lavorativo utile per la coincidenza con il fine settimana, confermando il principio di tolleranza previsto dalla normativa.

Il versamento avviene accedendo al Portale dei pagamenti Inps, sezione “Lavoratori domestici”, tramite codice fiscale e codice del rapporto di lavoro oppure mediante identità digitale, dallo Spid alla Carta d’identità elettronica. I contributi possono essere saldati con carta, conto corrente o altri strumenti PagoPA, anche da smartphone attraverso le app dedicate. Per chi preferisce il pagamento fisico, resta la possibilità di stampare l’avviso e recarsi presso sportelli bancari, postali o altri esercenti convenzionati.

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