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Cagnolina in overdose da hashish

Salvata dal veterinario

Cagnolina in overdose da hashish

Una cagnolina di appena tre chili è stata ricoverata in condizioni critiche a Venezia dopo essere entrata in contatto con una sostanza stupefacente durante una passeggiata in un’area verde del centro storico. Pupille dilatate, bava alla bocca, rigidità muscolare e ipotermia sono stati i sintomi che hanno fatto scattare l’allarme. L’episodio è avvenuto domenica mattina ai giardini Papadopoli, a pochi passi da Piazzale Roma, dove la piccola Atena, un chihuahua lilac di 16 mesi, si trovava con la sua proprietaria.

In un primo momento si è ipotizzato l’ingestione di un boccone avvelenato o di topicida. La situazione è apparsa subito grave e la padrona ha deciso di trasportare l’animale d’urgenza in una clinica veterinaria di Favaro Veneto, in terraferma. Qui, dopo gli accertamenti, è emerso che la cagnolina era in overdose da sostanze stupefacenti, probabilmente entrata in contatto con residui di hashish, leccati o annusati, lasciati a terra all’interno del parco.

Gli esami clinici hanno confermato l’intossicazione, con alterazioni dei valori epatici e un interessamento a livello neurologico. Atena è rimasta ricoverata per due giorni sotto osservazione. È stata sottoposta a terapia di supporto, tenuta sotto lampade riscaldanti per contrastare l’ipotermia e collegata a una flebo. Con il passare delle ore la temperatura corporea è risalita fino a valori prossimi alla norma e i sintomi più evidenti, come la rigidità e la salivazione, sono progressivamente diminuiti.

Dimessa dalla clinica, la cagnolina è rientrata nella sua abitazione in centro storico, dove proseguirà una terapia di quindici giorni a supporto della funzionalità renale, resa necessaria dall’intossicazione. Le sue condizioni sono in miglioramento e il pericolo immediato è stato scongiurato grazie al tempestivo intervento veterinario.

L’episodio riporta l’attenzione sulla presenza di residui di sostanze stupefacenti nelle aree verdi della città. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, casi analoghi si sarebbero già verificati in altri parchi veneziani, come ai giardini di Sant’Elena e della Giudecca, e anche in passato ai Papadopoli. La veterinaria che ha seguito Atena avrebbe confermato che non è raro che in clinica arrivino cani con sintomi compatibili con un’intossicazione da hashish, riconducibile a residui lasciati a terra dopo il consumo.

I giardini Papadopoli ospitano anche un nido comunale e un’area giochi frequentata quotidianamente da bambini. L’asilo è recintato, ma l’area attrezzata del parco è liberamente accessibile. La presenza di sostanze potenzialmente pericolose rappresenta quindi un rischio non solo per gli animali, ma anche per i minori che frequentano la zona.

Il caso della cagnolina Atena si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la sicurezza e la pulizia degli spazi verdi cittadini, soprattutto in una realtà come il centro storico di Venezia, dove le aree dedicate allo sgambamento dei cani sono limitate e i parchi rappresentano punti di riferimento fondamentali per residenti e famiglie. Le indagini sulle cause precise dell’intossicazione non sono state avviate, ma l’episodio documenta gli effetti che la presenza di residui di sostanze stupefacenti può avere sugli animali e, potenzialmente, sulle persone.

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