VOCE
Il caso
14.01.2026 - 13:00
“Prendiamo atto di quanto emerso nelle ultime ore. Saranno ora gli inquirenti a valutare i fatti e ad accertare eventuali responsabilità. Come sempre, confidiamo nella giustizia e attendiamo risvolti nell’interesse di tutte le parti coinvolte”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Claudio Borgia, interpellato, interviene con questo equilibrio sul “caso” che ha infiammato il suo partito con l’indagine aperta dalla procura di Rovigo a carico del neoconsigliere regionale di FdI Fabio Benetti ritenuto essere l’autore del “taroccamento” dei manifesti elettorali del compagno di lista Mattia Moretto nelle ultime elezioni regionali.
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Ma il fatto va oltre i confini di Fdi. E non solo perché la procura, in ipotesi, ha contestato il reato di “attentati contro diritti politici del cittadino”, ma anche perché è stato direttamente coinvolto un altro partito.
“Sicuramente da questa grave vicenda dei cartelloni modificati anche noi siamo stati danneggiati”. A sottolinearlo è il segretario provinciale del Pd Angelo Zanellato. Che aggiunge: “Nei manifesti infatti sono stati aggiunti adesivi che coprivano il logo di Fratelli d’Italia con il nostro simbolo, ma per un candidato che non è del nostro partito. Questo ha generato confusione negli elettori nel delicato momento della campagna elettorale e ci ha accomunati ad intrecci con Fratelli d’Italia. Con tutto il rispetto per i partiti, non è certo piacevole, da esterni ed estranei a questi intrecci politici e di interessi particolari, trovarsi nel mezzo a una simile situazione”.
A proposito di un’eventuale costituzione di parte civile come partito, danneggiato dal fatto, Zanellato rimarca: “Come Pd stiamo facendo delle valutazioni su cosa fare e come muoverci. Quando avremo il dato un po’ più chiaro la questione verrà portata all’attenzione del partito e verrà deciso il da farsi. Fra l’altro va considerato che per appena 567 voti abbiamo mancato il seggio, con l’eletto del Pd che per la legge elettorale è scattato in un’altra provincia. E proprio questo ha favorito FdI in Polesine, perché è solo per questo che è scattato il seggio per FdI”. con Valeria Mantovan eletta in prima battuta, poi nominata in giunta regionale con Benetti subentrato in consiglio regionale. “Detto questo, restiamo in attesa degli sviluppi dell’indagine. Dal punto di vista politico, a differenza di quello che è accaduto spesso nei nostri confronti, ritengo che sia buona cosa non intervenire sulle questioni interne agli altri partiti, quindi mi limito a dire questo e non commento oltre”.
In casa Fratelli d’Italia, “Piena solidarietà umana e politica” a Fabio Benetti arriva dai presidenti dei circolo di Fdi di Badia, Stienta, Fiesso e Bergantino Ivo Baccaglini, Claudio Bolognesi, Daniele Cordone e Stefano Ravelli: “Ribadiamo con forza un principio fondamentale: in uno Stato di diritto vale la presunzione di innocenza. Non è accettabile che si alimenti un clima di gogna mediatica prima ancora che i fatti vengano chiariti in modo completo e trasparente, danneggiando il partito. Fabio Benetti è una persona che ha sempre dimostrato impegno, serietà e presenza costante sul territorio, rappresentando un punto di riferimento per tanti cittadini e militanti della nostra comunità. Nel corso della campagna elettorale, inoltre, numerosi volontari e militanti hanno vissuto direttamente episodi spiacevoli legati alla gestione della propaganda sul territorio, spesso documentati attraverso immagini e segnalazioni”. E Cordone rimarca: “In questa campagna elettorale ho battuto tutta la provincia per attaccare i manifesti di Fabio, quotidianamente documentavamo con foto: manifesti strappati, rovinati e spesso lasciati per terra. E’ stato un lavoro enorme rimetterli continuamente a posto, e posso dire con certezza che non è stato un clima di confronto pulito e sereno. Per questo oggi sono ancora più convinto che Fabio meriti rispetto e sostegno, non una gogna mediatica”.
I quattro presidenti di circolo aggiungono: “Abbiamo assistito a una campagna elettorale tesa e spesso poco rispettosa. Riteniamo fondamentale riportare correttezza e rispetto nel confronto politico, a tutela di chi ogni giorno si impegna con passione e serietà sul territorio. Chiediamo che venga garantito a Fabio Benetti il rispetto dovuto a ogni cittadino, lasciando lavorare con serenità le autorità competenti, evitando strumentalizzazioni politiche e processi sommari sui social e sui giornali. Siamo al fianco di Benetti e rinnoviamo inoltre la nostra piena fiducia nel lavoro della magistratura, certi che ogni aspetto verrà chiarito nelle sedi competenti”.
Sofia Tasinato, consigliere comunale di Rovigo, vicina a Benetti, dichiara: “Per mesi ho scelto di restare in silenzio, nonostante ciò che abbiamo subito e nonostante quanto accaduto durante questa campagna elettorale. Non intendo commentare nel merito ciò che ho letto sui giornali, né dare spazio a chi oggi prova a ergersi a paladino della giustizia con parole che spesso risultano strumentali, contraddittorie e pronunciate senza piena conoscenza dei fatti. Non condivido questa gogna mediatica. Comprendo però che, come ricorda Esopo nella sua favola, ‘chi non arriva all’uva dice che è acerba’. Desidero invece ringraziare tutte le persone che in queste ore ci hanno manifestato solidarietà con messaggi e telefonate: sono state tantissime, ringrazio anche chi non l’ha fatto perché ci fa capire molto il loro spessore. Detto questo, ho piena fiducia nel lavoro della magistratura, del pm e dei nostri avvocati. Se fino ad oggi, per senso di responsabilità e per il bene del partito, avevamo scelto di mantenere tutto in stand-by, adesso andremo avanti con determinazione e serenità.”
Da parte sua, il consigliere comunale FdI Marco Venuto, della “corrente opposta”, commenta: “Come consigliere di Fratelli d’Italia provo sincero imbarazzo. L’unica cosa certa di questa vicenda è la parte lesa. Mattia Moretto è stato vittima di un vero sabotaggio che ha sicuramente inciso sull’esito elettore, peraltro deciso per pochi voti. A lui la mia personale solidarietà. A Fabio Benetti auguro sinceramente di poter davvero dimostrare nelle opportune sedi la sua totale estraneità a questa bruttissima vicenda, come credo”.
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