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IL DIBATTITO

Giustizia: il voto sulla riforma divide

Tra chi propende per il “sì” e chi ha già scelto il “no” c’è chi lamenta “poca informazione”

Giustizia: il voto sulla riforma divide

Referendum sulla riforma della magistratura, fissata la data: al voto il 22 e 23 marzo. Ma i polesani, sulla separazione delle carriere in magistratura, quanto ne sanno?

Tra chi si è già fatto un’idea e chi invece ammette di essere ancora poco informato, le risposte raccolte raccontano punti di vista diversi. Giuliano, ad esempio, ha una posizione netta: “Mi sono già fatto un’idea ascoltando i media e il mio sarà un ‘no’ deciso. La vedo come una riforma lontana dai problemi reali. Non credo serva a migliorare la vita quotidiana dei cittadini né ad accorciare i tempi della giustizia. Le riforme andrebbero fatte in modo diverso”.

Diversa la posizione di Luca, studente di giurisprudenza, che pur riconoscendo la complessità del tema si dice pronto al voto: “E’ un argomento molto tecnico e complicato, ma personalmente mi sento preparato. Capisco però che per molti cittadini non sia facile coglierne le conseguenze concrete. Proprio per questo servirebbe più informazione”. Per lui, la separazione delle carriere rappresenta invece “una priorità e una grande opportunità per rendere la giustizia più equa e più vicina ai cittadini”.

Convinto del no anche Rainiero, che racconta di essersi informato seguendo interventi pubblici e letture personali: “Voterò coscientemente ‘no’. Ho ascoltato più volte Nicola Gratteri, magistrato di spicco impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, perché spiega in modo semplice e diretto. I giornali spesso parlano in maniera troppo difficile. Credo che su un tema così delicato sia necessario fermarsi a ragionare e non seguire automaticamente ciò che viene proposto dalla maggioranza”.

C’è infine chi ammette di non essersi ancora fatto un’idea chiara. Gianpietro riconosce una distanza dall’attualità: “Al momento non mi sono informato abbastanza. Forse anche perché non ho percepito una comunicazione efficace su questo referendum. E’ un tema molto tecnico e, per chi non è del settore, mancano strumenti semplici per capire davvero di cosa si tratta. Una spiegazione più accessibile aiuterebbe sicuramente”.

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