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Greta, sparita nel nulla: si va in Tribunale

I familiari della cantante scomparsa dal 4 giugno 2022 si oppongono alla richiesta di archiviazione

Scomparsa di Greta Spreafico: La Procura chiede l'archiviazione

Rimane ancora un misterioso caso, irrisolto la scomparsa di Greta Spreafico, la cantante rock 53enne originaria di Erba (Como) sparita il 4 giugno del 2022 in circostanze tutte da chiarire e sulle quali è stata aperta un’indagine dalla procura di Rovigo. Il procedimento penale è ancora nella fase preliminare con un’indagine per reati molto pesanti tra cui sequestro di persona, omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere.

La famiglia di Greta si oppone alla richiesta di archiviazione della procura. Infatti è stata fissata per il 13 marzo prossimo l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari di Rovigo in seguito all’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’indagine sulla scomparsa della donna che si trovava a Porto Tolle quando dopo il 4 giugno 2022 se ne sono perse le tracce. A renderlo noto sono l’avvocata Nunzia Barzan e il criminalista Davide Barzan, che esprimono “soddisfazione per il provvedimento adottato”.

La fissazione dell’udienza camerale, spiegano, “costituisce un atto di controllo giurisdizionale sulla richiesta di archiviazione, reso necessario dagli elementi di natura dirimente evidenziati nell’atto di opposizione, ritenuto tempestivo e ammissibile”.

L’indagine coinvolge Andrea Tosi, giardiniere residente a Porto Tolle, e Gabriele Lietti, ex fidanzato di Greta Spreafico. La Procura aveva ipotizzato a loro carico reati pesantissimi: sequestro di persona, omicidio preterintenzionale, morte o lesioni come conseguenza di altro delitto, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere. Il fascicolo era già stato archiviato il 2 ottobre 2023 dal gip di Rovigo, ma era stato successivamente riaperto il 24 maggio 2024 su richiesta della stessa Procura, a seguito di un’istanza di parte che sollecitava ulteriori accertamenti.

In particolare, si chiedeva di verificare la natura di un presunto rigonfiamento del terreno nei pressi dell’abitazione di Tosi, ritenuto sospetto. Secondo l’ipotesi avanzata, quel rigonfiamento avrebbe potuto nascondere l’automobile di Greta Spreafico, una Kia Picanto, mai ritrovata dalla scomparsa della donna, come non è stato mai trovato il corpo della donna. Tuttavia, nel corso degli accertamenti, di quel rigonfiamento, né dell’auto è stata trovata alcuna traccia. Da qui la richiesta di archiviazione del procedimento.

Ora, con la fissazione dell’udienza del 13 marzo, la vicenda giudiziaria torna al vaglio del giudice, chiamato a valutare le ragioni dell’opposizione all’archiviazione e gli elementi ancora oggetto di contestazione in uno dei casi di scomparsa più controversi degli ultimi anni.

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