VOCE
agricoltura
15.01.2026 - 18:30
Nadia Romeo, deputata del Pd
La nostra agricoltura, i prodotti tipici e il made in Italy vanno protetti, nell’ambito dell’accordo Mercosur, non solo dal punto di vista commerciale e dei dazi, ma anche da quello sanitario e relativo alla salute e alla tutela del consumatore finale.
E’ questo il nodo principale affrontato dall’interrogazione rivolta al ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste da un gruppo di deputati Pd, tra i quali Nadia Romeo, rodigina, e i colleghi Forattini, Marino, Romeo, Rossi A., Vaccari.
Nel testo dell’interrogazione si dà atto dei provvedimenti, concepiti in sede di Unione Europea, per tutelare le nostre imprese, dal punto di vista tariffario e commerciale, per evitare che importazioni massicce dai paesi extra Ue contraenti l’accordo possano portare a un deprezzamento dei nostri prodotti conseguente a una “invasione” di merci extracomunitarie.
Ancora tutto da affrontare, invece, il versante relativo alla salubrità dei prodotti stessi e alla tutela del consumatore finale. Non solo: la mancanza di standard rigorosi in questo senso, in paesi non appartenenti all’Ue, comporta anche una riduzione dei costi, con lo spettro di una concorrenza slale verso i produttori comunitari.
“Il tema che continua ad animare le proteste del comparto agricolo – spiega l’interrogazione dei deputati del Pd - è quello relativo agli standard sanitari e alle norme sulla sicurezza alimentare. La Commissione ha assicurato che ‘gli animali, le piante, e gli alimenti ammessi sul mercato dell’Ue devono essere conformi alle prescrizioni sanitarie e fitosanitarie dell’Ue’. L’accordo infatti nella sua forma attuale, rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”.
“Questo genera – prosegue l’interrogazione - di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività. Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi”.
Da qui la richiesta conclusiva al ministro, ai quali i deputati del Pd domandano: “come intende tutelare la filiera agroalimentare italiana nei prossimi passaggi dell’iter di ratifica dell’accordo e quali iniziative intende intraprendere in sede europea per fissare adeguati e vincolanti criteri di reciprocità basati sul rispetto degli standard produttivi e fitosanitari che tutelino la produzione ed il mercato agroalimentare italiano”.
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