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sconcerto a rovigo

Mettevano le ragazze nude su Telegram

Arrestato il gestore del gruppo

Mettevano le proprie donne nude su Telegram

Un gruppo Telegram, gestito da Rovigo, nel quale giovani donne finivano nude a propria insaputa, inserite da utenti che si procuravano queste foto in maniera illegale. E' l'ipotesi di reato sulla quale stanno lavorando la Procura e la polizia postale. Intanto, una prima perquisizione avrebbe consentito di acquisire decine di migliaia di file, che ora saranno oggetto di accertamenti.

"Il Procuratore della Repubblica di Rovigo Manuela Fasolato - conferma la nota stampa della Procura - comunica per ragioni di rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione, che quest’Ufficio procede contro noti nei confronti di più soggetti per il delitto, in ipotesi accusatoria, di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate di cui all’art.612 ter cp con indagini, delegate alla Polizia Postale di Rovigo, Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto-Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Rovigo, in relazione al quale la Procura della Repubblica di Rovigo ha disposto perquisizioni".

"La perquisizione - prosegue la comunicazione - disposta dalla Procura della Repubblica di Rovigo nei confronti di M.F., nato nel 1998, indagato in ipotesi accusatoria per il delitto di cui all’art. 612 ter cp, in Rovigo e in permanenza, in quanto ritenuto amministratore di un gruppo telegram e gestore di un programma automatizzato che riceveva foto da pubblicare da vari utenti, ove venivano pubblicate foto di carattere intimo e sessualmente esplicito di donne a loro insaputa e contro la loro volontà, è stata eseguita dalla Polizia Postale di Rovigo in data 14/1/2026".

Le donne ritratte non sarebbero le compagne o, comunque, partner di coloro che diffondevano le loro immagini. Nessun paragone, quindi, con gruppi come "Mia moglie", di recente finiti all'attenzione della cronaca. Non si sta parlando, infatti, di foto realizzate col consenso delle giovani, in un contesto di intimità, ma poi diffuse senza consenso, ma di immagini e video che sarebbero stati carpiti all'insaputa di coloro che ritraevano.

"A seguito della perquisizione è stato  operato l’arresto in flagranza di M.F. da parte della Polizia Postale di Rovigo in quanto nel corso della perquisizione disposta dalla Procura di Rovigo è emerso, in ipotesi accusatoria, anche il delitto di detenzione di materiale pedopornografico di cui agli artt. 81, comma 2 e 600-quater, commi 1 e 2 cp per essersi l’indagato consapevolmente procurato e comunque per aver detenuto all’interno del proprio personal computer materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto consistente in oltre 37.000 file, con l’aggravante della ingente quantità del materiale detenuto".

"La Procura della Repubblica di Rovigo ha richiesto quindi per M.F. in stato di arresto al Gip di Rovigo la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare in carcere per il delitto di cui all’art.600-quater c.p., delitto che è di competenza distrettuale della Procura di Venezia ai sensi dell’art.51 c.p.p., stante l’urgenza.  Il procedimento è in fase di indagine preliminare e vi è la presunzione di innocenza per cui la responsabilità penale può essere provata solo con sentenza passata in giudicato".

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