VOCE
ACQUEVENETE
15.01.2026 - 18:26
Se Rovigo è famosa per le sue due torri, forse a breve lo sarà anche per una terza, tutta d’acqua. E’ nel segno, anzi, sul letto dei fiumi che attraversano e generano il Polesine che il progetto di ristrutturazione della sede Acquevenete di Rovigo entra nel vivo, con il recupero della torre piezometrica, forse l’elemento più identitario del fabbricato che, dal 1935, svetta fra i cieli della Commenda. A darne gli aggiornamenti, la presentazione alla stampa di ieri mattina nella sala arazzi di Palazzo Roncale: 2,8 milioni di euro totali investiti per l’intero intervento nell’area (torre, giardino e parcheggi) dei quali 2,25 milioni di euro stanziati dalla Fondazione Cariparo e 250mila euro dal Comune di Rovigo, con soggetto attuatore la società e la collaborazione di Ato Polesine .
“Restituiamo alla comunità un bene fondamentale, trasformando un’infrastruttura dismessa in un luogo vivo di partecipazione e formazione sui temi dell’acqua, della sostenibilità e della tutela ambientale. La torre torna così accessibile e diventa un polo urbano multifunzionale e inclusivo, con un percorso immersivo che racconta il ciclo idrico e il rapporto con il territorio”, ha sottolineato Cesare Dosi, vicepresidente della Fondazione Cariparo, specificando: “Questo luogo è un serbatoio identitario, penso di poter dire dire che la fondazione debba ringraziare Acquevenete per aver immaginato questo progetto e aver dato l’opportunità di farne un luogo di apprendimento e cittadinanza, per comprendere il valore della risorsa idrica e quanto lavoro c’è dietro l’acqua che sgorga nei nostri rubinetti”.
Dopo gli interventi strutturali sull’edificio, il progetto prevede la realizzazione di un percorso espositivo multimediale, immersivo e didattico, dove i ragazzi, le famiglie e i cittadino potranno stare direttamente a confronto con il processo idrico, tra storie e attualità. Tra le novità strutturali, il verde che diventa parte integrante della struttura, a mo’ di continuo dello spazio esterno. L’interno della torre vedrà l’allestimento di un percorso esperienziale da leggere in verticale, man mano che si sale in altezza: al piano terra troverà spazio un ambiente introduttivo e interattivo, dedicato ai più giovani, per un primo contatto con il tema idrico, al secondo, si prosegue il focus sull’acqua nelle falde e nei pozzi, per arrivare poi all’approfondimento sulle infrastrutture invisibili che garantiscono il servizio idrico e sul trattamento delle acque usate e la loro restituzione pulita all’ambiente, rispettivamente al terzo e quarto piano. Conclude il colpo d’occhio della struttura l’ultimo incredibile e mozzafiato spazio panoramico che permetterà di vedere da una prospettiva nuova e inedita il territorio comunale.
Riqualifica urbanistica e vivibilità sono le parole chiave per il vicepresidente di Acquevenete, Antonio Bombonato: “E’ un progetto importante. Sarà uno spazio della collettività, riteniamo che diventerà un unicum a carattere nazionale, sia per la tipologia della proposta che per le modalità della proposta”. E sulle tempistiche, ha annotato: “Presupponiamo che i lavori termineranno per la fine del 2027 o inizio del 2028, fatti salvi eventuali inconvenienti in corso d’opera”. Sulla stessa linea anche Valeria Cittadin, sindaco del capoluogo: “Sarà uno spazio di cultura, educazione e identità, capace di parlare soprattutto ai più giovani”. Proprio con le forze giovani dell’avanguardia tecnologica si è conclusa la mattinata, grazie all’esperienza virtuale offerta dal nuovo visore “Vision Pro”, che ha potuto far interfacciare i presenti con offerto un’anteprima di una delle tecnologie che si integreranno nel percorso espositivo. Non un’opera a sé stante, ha poi concluso Dosi, anticipando: “Non sarà una cattedrale nel deserto a Rovigo, la fondazione è impegnata anche su altri progetti, come quello del recupero e sistemazione del parco Langer, con l’auspicio che quel progetto possa essere portato a termine in tempi ragionevolmente brevi.”
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