VOCE
Tribunale di rovigo
16.01.2026 - 12:17
Picchiati, in un caso sino a rompere il braccio al bimbo. Ustionati con diversi oggetti, che tutti lasciavano cicatrici e ferite sui piccoli corpi. Umiliati. Lasciati senza cure, anche dopo operazioni chirurgiche. Non nutriti, come nel caso di un neonato al quale veniva lasciato il biberon nella culla e nulla più. Non accuditi, come nel caso del medesimo neonato, che non veniva cambiato se non due o tre volte al giorno, pochissime, per un bimbo nei primi mesi di vita, col risultato di provocargli dolorosissime irritazioni cutanee. Abbandonati a se stessi, come, sempre, il neonato, che veniva percosso dai fratellini, che a volte “giocavano” a infilargli piccoli oggetti in bocca, che facilmente avrebbero potuto soffocarlo.
Queste le contestazioni sulla base delle quali due genitori, di etnia Rom, erano stati condannati a tre anni e mezzo dal Tribunale di Rovigo. Ora, divenuta esecutiva quella sentenza, per loro si sono aperte le porte del carcere di Rovigo. Inoltre, è stata loro sospesa per sette anni la potestà genitoriale.
"Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato - conferma infatti la nota stampa della Procura - comunica per ragioni di rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione, che la Procura della Repubblica di Rovigo ha emesso due ordini di esecuzione pena di carcerazione non sospesi stante il delitto ostativo alla sospensione, eseguiti su ordine della Procura in data 14/1/2026 dai Carabinieri, a tre anni e sei mesi di reclusione ciascuno nei confronti di una donna classe 1994 e di un uomo classe 1995 32enne e un 31enne, a seguito di sentenza di condanna definitiva del Tribunale di Rovigo per il delitto di maltrattamenti aggravati ai danni dei figli minori di cui all’art.572 comma 2 c.p. dal 2014 al 21/12/2021".
"La Procura della Repubblica di Rovigo ha eseguito anche le pene accessorie nei confronti di entrambi i condannati della sospensione della responsabilità genitoriale per anni 7 pari al doppio della pena come previsto nella sentenza definitiva a norma dell’art. 34 c.p".
Era, davvero, un lungo campionario di agghiaccianti episodi ipotizzati di ferocia, trascuratezza, noncuranza, verso quello che dovrebbe essere il bene più prezioso di un genitore, i figli, il capo di imputazione col quale si sono ritrovati a giudizio mamma e papà, entrambi di etnia Rom.
Agghiacciante anche la durata lungo la quale si sarebbero estesi questi comportamenti, contestati come maltrattamenti dalla Procura: otto anni, giusto qualche giorno in meno. A fare le spese di tutto questo sarebbero stati i quattro figli della coppia, per durate diverse, chiaramente, a seconda del loro anno di nascita. Tutti erano costituiti parte civile nel procedimento.
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