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Liste d’attesa

Scrivevano che non ti eri presentato alla visita

Appuntamenti rinviati di mesi, il sospetto trucco delle Al

Scrivevano che non ti eri presentato alla visita

Esami e visite fissati anche a un anno di distanza, con una motivazione che i pazienti smentiscono: la presunta rinuncia alla prima disponibilità. È quanto emerge da una serie di segnalazioni che raccontano un meccanismo ripetuto, in cui sui fogli di prenotazione compare una dicitura che solleva le aziende sanitarie dalle responsabilità dei ritardi, attribuendoli direttamente agli assistiti.

I documenti parlano chiaro: appuntamenti collocati nel tempo con lunghi slittamenti e una formula standard che certifica un rifiuto mai espresso. In almeno cinque casi, raccontati dal quotidiano La Verità, i pazienti coinvolti negano di aver rinunciato a qualunque data anticipata. La conseguenza è immediata: il ritardo non risulta imputabile all’Asl e le statistiche sulle liste d’attesa restano formalmente in regola.

Le storie arrivano da diverse città, con situazioni cliniche delicate. C’è un minore con gravi problemi agli occhi, una donna cardiopatica e invalida in attesa di una visita pneumologica, un uomo affetto da patologie cardiache. In tutti i casi, la prenotazione riporta una rinuncia che i diretti interessati dichiarano di non aver mai formulato. La Campania risulta tra le regioni dove il fenomeno appare più frequente.

Secondo quanto riportato, l’annotazione consentirebbe alle aziende sanitarie di aggirare i vincoli di legge e di presentare dati conformi agli obiettivi, dai quali dipendono anche i premi ai dirigenti. Se la visita è rinviata per scelta del paziente, infatti, l’ente non è tenuto a offrire soluzioni alternative né a rispondere del mancato rispetto dei tempi.

Il quadro normativo è chiaro. Una legge sulle liste d’attesa, approvata dal ministro della Salute Orazio Schillaci e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2024, stabilisce che quando le Asl non rispettano i tempi previsti, i pazienti hanno diritto a effettuare la prestazione in regime privato senza costi a loro carico

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