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Sparito da due settimane il consulente "anti velox"

Cresce l'allarme per la sorte di Antonio Menegon, 78 anni

Sparito nel nulla l'ingegnere anti velox

Sono ormai quasi due settimane che non si hanno notizie di Antonio Menegon, l’ingegnere 78enne residente a Tezze sul Brenta (Vicenza), scomparso il 2 gennaio 2026. La sua figura è nota a livello nazionale per l’attività di consulente tecnico svolta su incarico della Procura di Cosenza nell’ambito delle indagini sugli autovelox ritenuti irregolari. Proprio le sue analisi avevano portato, nei mesi scorsi, al sequestro preventivo di numerosi dispositivi di rilevazione della velocità in diverse regioni d’Italia.

Menegon avrebbe dovuto testimoniare a breve nel processo iniziato l’8 gennaio scorso davanti al tribunale competente, aperto dalla Procura di Cosenza con le ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture e truffa, in particolare in relazione ai dispositivi denominati “T-exspeed v 2.0”. La sua deposizione era considerata rilevante in quanto autore delle perizie tecniche che avevano messo in discussione la regolarità di omologazione e utilizzo di tali apparecchiature.

Sulla scomparsa dell’ingegnere la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato. Le indagini sono in corso e non viene esclusa alcuna pista. Secondo quanto emerso, prende sempre più consistenza l’ipotesi che la sparizione possa essere collegata all’attività professionale svolta da Menegon, considerata particolarmente delicata per le ricadute giudiziarie e amministrative che ha avuto in varie parti del Paese. La possibilità di un coinvolgimento di terzi non viene esclusa nemmeno dagli inquirenti.

Nel passato recente non sono mancati episodi ritenuti preoccupanti. Nel febbraio 2025 l’auto di Menegon era stata incendiata a Rosà. Le indagini avevano accertato la natura dolosa del rogo. Un fatto che aveva già fatto ipotizzare un possibile gesto intimidatorio. A questo si aggiunge un altro episodio segnalato dall’associazione nazionale tutela utenti della strada “Altevolx”, con la quale l’ingegnere collaborava: nel settembre 2024 qualcuno si sarebbe introdotto nel suo ufficio, accedendo ai file presenti nel computer senza però sottrarre materiale. Secondo quanto riferito, l’accesso sarebbe servito a visionare documenti e dati ritenuti sensibili legati alle perizie sugli autovelox.

Proprio “Altvelox” sta continuando a rilanciare appelli pubblici per ritrovare Menegon e, parallelamente, sta diffondendo stralci delle sue perizie tecniche. In uno dei documenti, l’ingegnere parlava di “uso spregiudicato di apparecchiature viziate fin dall’approvazione ministeriale, utilizzate in modo ingannevole e distorto, in violazione dei diritti costituzionali del cittadino”, sostenendo che tali pratiche configurassero “non attività d’azienda ma attività criminale di carattere associativo con responsabili da individuare”.

In un altro scritto, intitolato “Potere deviato dello Stato”, Menegon faceva riferimento a un sistema finalizzato, secondo la sua analisi, a consentire ai Comuni di finanziarsi attraverso le sanzioni stradali. Un obiettivo che, pur definito “apprezzabile”, veniva ritenuto realizzato “in violazione di legge e di diritti costituzionali”. Nel documento si parlava di un fenomeno non riconducibile a episodi isolati, ma a “elementi forti, precisi, concordanti e unidirezionali frutto di una progettazione pianificata”.

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