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Cortina : il Trentino-Alto Adige la vuole

La proposta della Svp riapre il dibattito

Cortina :  il Trentino-Alto Adige la vuole

L’idea di ridisegnare i confini del Nord torna al centro della scena politica e questa volta coinvolge anche Cortina d’Ampezzo, simbolo delle Dolomiti e della cultura ladina. In Trentino-Alto Adige il senatore Meinhard Durnwalder, esponente della Südtiroler Volkspartei, ha depositato due disegni di legge che puntano ad ampliare i confini della Regione autonoma, includendo territori oggi appartenenti a Lombardia e Veneto

Secondo l’impianto dei provvedimenti, alcuni Comuni verrebbero distaccati dalle attuali regioni di appartenenza per essere aggregati all’autonomia speciale. Durnwalder respinge l’idea di un’operazione politica imposta dall’alto e rivendica una spinta che nascerebbe direttamente dalle comunità locali, ricordando come in passato una parte significativa della popolazione si sia già espressa a favore del passaggio sotto Trento. Per il senatore, la proposta sarebbe quindi la risposta a un’esigenza radicata nei territori.

Alla base dell’iniziativa non ci sarebbero soltanto ragioni di vicinanza geografica, ma soprattutto motivazioni storiche, culturali e amministrative. Nel caso di alcune aree lombarde, viene richiamata anche la ridefinizione dei confini avvenuta nel periodo fascista, considerata una scelta calata dall’alto. Il dossier più delicato resta però quello legato a Cortina d’Ampezzo, evocata come parte integrante della millenaria cultura ladina. Durnwalder evita il termine annessione, ma insiste sul valore dell’autonomia speciale altoatesina, capace di garantire una protezione strutturale della lingua e dell’identità, dalla scuola alla rappresentanza istituzionale, pur riconoscendo i passi avanti compiuti dal Veneto.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Dal mondo pantirolese arriva un rilancio dell’iniziativa con l’obiettivo di ricomporre l’unità dei ladini, mentre da Venezia la risposta è netta. L’assessore regionale alla Montagna Dario Bondinvita alla prudenza e chiude alla prospettiva di cambiamenti: pur ammettendo che in alcune realtà esista una spinta referendaria, parla di prove di bandiera destinate a esaurirsi e mette in guardia dal rischio di riaprire equilibri delicati. 

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