VOCE
GIUSTIZIA
17.01.2026 - 08:40
Una significativa pronuncia del Tribunale di Venezia ha recentemente affrontato il delicato tema dell'ostruzionismo genitoriale, condannando una donna a risarcire l'ex marito con una somma di 50.000 euro. La decisione scaturisce dalla responsabilità accertata della madre nel compromettere gravemente il legame tra l'uomo e il figlio minore.
La vicenda ha avuto origine da una separazione giudiziale particolarmente complessa, seguita a un matrimonio durato oltre dieci anni. Nel corso di un procedimento durato quattro anni, le perizie tecniche hanno evidenziato un quadro di profonda conflittualità, caratterizzato da una costante ostilità materna verso l’ex coniuge. Secondo quanto stabilito dai giudici, la donna avrebbe sistematicamente screditato la figura paterna, portando il bambino a un progressivo allontanamento fino al rifiuto totale di ogni contatto.
Per rispondere a questa situazione, il magistrato ha emesso provvedimenti molto rigorosi nel luglio 2025. Il minore è stato affidato ai servizi sociali per la durata di almeno un anno, delegando agli specialisti le decisioni fondamentali su istruzione, salute e attività extrascolastiche. Attualmente, il ragazzino frequenta un centro diurno durante il giorno e rientra presso l'abitazione materna solo per la notte, mentre gli incontri con il padre sono monitorati e gestiti dagli operatori sociali. È stato inoltre previsto un percorso di supporto tramite la neuropsichiatria infantile per valutare e sostenere le condizioni psicologiche del minore.
L'aspetto più rilevante della sentenza riguarda però il profilo risarcitorio. Oltre al pagamento dei 50.000 euro per il danno subìto dal genitore alienato, è stata fissata una penale di 30 euro per ogni singola violazione delle prescrizioni giudiziarie. Questa linea dura è stata infine confermata dalla Corte di Cassazione il 7 gennaio 2026, la quale ha rigettato il ricorso della donna e l'ha condannata anche alle spese legali del secondo grado, portando l'esborso complessivo a circa 70mila. La sentenza riafferma con forza la tutela del diritto alla bigenitorialità come pilastro fondamentale del diritto di famiglia.
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