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“Dire no per ambiente e salute”

Forum e Civica Rovigo ribadiscono la contrarietà all’impianto: “Ci sono troppe criticità”

“Dire no per ambiente e salute”

Forum e Civica Rovigo ribadiscono la contrarietà all’impianto: “Ci sono troppe criticità”

ROVIGO - “Fermare il progetto per tutelare ambiente e salute”. Salute, ambiente e futuro del territorio sono stati i temi al centro dell’assemblea pubblica dedicata al progetto Ecopol, ieri mattina 17 gennaio a Concadirame, alla ex scuola elementare. L’incontro, promosso dal Forum dei cittadini e dall’Associazione civica per Rovigo, ha visto la partecipazione di amministratori, associazioni e cittadini accomunati da una posizione fortemente critica nei confronti dell’impianto, per fare il punto sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale e sulle sue principali criticità.

Ad aprire il confronto è stato l’ex sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, che ha ricostruito l’iter autorizzativo e illustrato le caratteristiche tecniche dell’impianto, destinato al trattamento termico di fanghi e terreni contaminati. Un progetto che, secondo Gaffeo, pone interrogativi rilevanti “non solo sotto il profilo ambientale, ma anche sul piano economico e territoriale”. Ha anche richiamato l’attenzione sulle dimensioni dell’impianto e sulla necessità di conferimenti continui da più territori: “Il trasporto incide in modo rilevante sui costi, e in quest’area non ci sono siti in grado di garantire i volumi necessari”, sottolineando così il rischio di un aumento significativo del traffico su gomma e di un impatto non coerente con il contesto locale.

È poi intervenuta la consigliera comunale Rovigo Dina Merlo, che ha illustrato i temi affrontati durante l’assemblea: “Oggi spieghiamo ai cittadini lo stato della procedura di valutazione di impatto ambientale e i punti critici del progetto, in particolare quelli legati alla salute, all’ambiente e all’agricoltura”.

Merlo ha anche evidenziato come l’informazione istituzionale sia stata carente, ricordando che la presentazione ufficiale del progetto si è svolta in un orario poco accessibile alla cittadinanza. Nel merito ha ribadito la netta contrarietà all’impianto, ritenuto incompatibile con un territorio a forte vocazione agricola. “Non si crea occupazione - ha detto - ma si rischia di introdurre un’attività potenzialmente impattante con conseguenze sulla salute dei residenti e sulle produzioni agricole”.

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