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CASTELMASSA

Filmato branco di lupi a spasso

Una presenza oramai costante

L'Europa lascia il lupo al suo destino

Non si tratta più di casi isolati o di avvistamenti sporadici. Il lupo è tornato stabilmente in Alto Polesine e lo sta facendo con branchi numerosi che non sembrano temere la vicinanza delle abitazioni. Negli ultimi giorni, le segnalazioni si sono moltiplicate, delineando una mappa che tocca diversi comuni della zona. L’episodio più recente, che ha destato particolare scalpore, è avvenuto a Castelmassa.

In via Argine Vegri, le telecamere di videosorveglianza di un’abitazione privata hanno ripreso chiaramente un branco composto da almeno cinque esemplari. I lupi si muovevano con estrema sicurezza a pochi metri dal cancello di casa. Il proprietario dell’immobile, dopo aver visionato le immagini registrate dall'impianto, ha immediatamente allertato i carabinieri e la polizia municipale. Il video, che sta circolando tra i residenti, conferma come i predatori stiano utilizzando le direttrici arginali per spostarsi rapidamente sul territorio.

Quello di Castelmassa non è però l’unico “avamposto”. Situazione analoga si sta verificando a Trecenta, precisamente in località Spalletti. Anche qui è stata accertata la presenza di un branco di almeno cinque lupi, avvistati in diverse occasioni. Secondo le testimonianze dei residenti, gli animali compaiono soprattutto nelle ore tarde del giorno, al crepuscolo o in piena notte. Il loro obiettivo primario sembrano essere le nutrie, la cui sovrappopolazione nelle campagne polesane rappresenta una fonte di cibo abbondante e facile da reperire. Tuttavia, la vista di predatori così imponenti a ridosso delle corti rurali sta alimentando un clima di forte apprensione.

Mentre le forze dell'ordine e i tecnici faunistici monitorano la situazione, agli abitanti viene consigliata la massima prudenza evitando di lasciare cibo per animali domestici all'esterno delle abitazioni e di tenere i cani al sicuro durante le ore notturne. Le autorità chiedono, inoltre, di segnalare tempestivamente ogni nuovo avvistamento per permettere una mappatura precisa degli spostamenti. La convivenza con il predatore, tornato in pianura seguendo le rotte dei fiumi e la disponibilità di prede, apre ora un dibattito sulla sicurezza del territorio e sulla gestione della fauna selvatica in aree densamente antropizzate.

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