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TURISMO

Mare, Rosolina si candida capitale

Progetto da 1,3 milioni con Porto Viro, Porto Tolle e Galpa, per valorizzare borghi e tradizioni

Mare, Rosolina si candida capitale

Progetto da 1,3 milioni con Porto Viro, Porto Tolle e Galpa, valorizzando borghi e tradizioni

Rosolina scende in campo per conquistare il titolo di Capitale italiana del mare 2026 con un progetto ambizioso e fortemente identitario che coinvolge l'intero Delta del Po. La giunta comunale ha approvato la candidatura ufficiale al bando promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche del Mare, mettendo sul tavolo una proposta dal valore complessivo di 1,3 milioni di euro.

Il dossier, intitolato “Delta del Po: avanguardia della resilienza blu”, vede Rosolina come Comune capofila insieme ai Comuni costieri di Porto Viro e Porto Tolle, con il partenariato strategico del Galpa Chioggia-Delta Po. In palio c'è un finanziamento statale di un milione di euro, destinato a sostenere un anno di iniziative, opere e attività di promozione della cultura marittima, della biodiversità e dell'economia del mare. Il progetto si articola in tre grandi direttrici. La prima riguarda il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, con interventi su casoni, cavane, porti pescherecci, borghi marinari e itinerari lagunari, affiancati da nuove infrastrutture leggere per l'accoglienza turistica.

La seconda punta su cultura e identità, attraverso la nascita dell' “Accademia delle antiche maestranze”, pensata per tramandare i saperi della pesca, della vallicoltura e dei mestieri tradizionali del Delta alle nuove generazioni. La terza direttrice è dedicata a grandi eventi e innovazione, con forum nazionali sulla Blue Economy, festival tematici e l'implementazione della piattaforma digitale “Smart Delta Monitoring” per il controllo ambientale in tempo reale. Non manca una forte attenzione alle sfide più attuali: cambiamento climatico, specie invasive, tutela della biodiversità, tracciabilità della filiera ittica e inclusione sociale, con azioni dedicate anche al ruolo delle donne nella pesca e all'occupazione giovanile. L'obiettivo dichiarato è trasformare il Delta del Po da “periferia fragile” a laboratorio nazionale di resilienza climatica e sviluppo sostenibile.

La candidatura si inserisce in modo coerente nella programmazione già attiva sul territorio, a partire dall'Area Interna del Delta del Po e dai progetti di cooperazione del Galpa, evitando sovrapposizioni e rafforzando l'impatto degli investimenti pubblici. Il verdetto finale è atteso entro l'inizio di febbraio, quando la giuria ministeriale designerà la capitale italiana del mare 2026. Se Rosolina dovesse ottenere il titolo, il Delta del Po diventerebbe per un anno il cuore simbolico della marittimità italiana, con ricadute attese su turismo, occupazione, innovazione e immagine del territorio a livello nazionale. “Questa candidatura rappresenta una grande occasione per tutto il Delta del Po - commenta il sindaco Michele Grossato - perché non si limita a promuovere eventi, ma propone una visione di lungo periodo. Parliamo di investimenti che restano sul territorio, di tutela ambientale affiancata allo sviluppo economico, di nuove opportunità per i giovani e per chi lavora nel mare. Rosolina ha scelto di fare rete con Porto Viro e Porto Tolle, valorizzando un'area che condivide storia, fragilità e potenzialità. Il titolo di Capitale italiana del mare sarebbe un riconoscimento importante, ma soprattutto uno strumento concreto per rafforzare la resilienza del nostro territorio e costruire un futuro sostenibile per le comunità locali”.

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