Cerca

IL PROGETtO

Un patto a difesa degli ecosistemi

Ricerca, monitoraggi e formazione universitaria al centro del progetto Life NatConnect 2030

Un patto a difesa degli ecosistemi

Ricerca, monitoraggi e formazione universitaria al centro del progetto Life NatConnect 2030

E’ stato firmato ieri, nella sede operativa dell’ente parco regionale Veneto del Delta del Po, un importante protocollo di collaborazione con l’associazione di volontariato Le Dune onlus, realtà impegnata da anni nella tutela e salvaguardia ambientale.

L’accordo riguarda interventi di protezione e monitoraggio nel territorio comunale di Porto Viro e rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle azioni a difesa di uno degli ecosistemi più delicati e preziosi del Veneto.

Alla firma erano presenti l’assessore regionale all’ambiente, Clima e protezione Civile Elisa Venturini, al suo primo incontro ufficiale con i vertici dell’Ente, il presidente Moreno Gasparini e il direttore PaKo Massaro oltre a Dismo Milani presidente Pro Tempore de Le Dune. L’intesa prevede che l’associazione Le Dune collabori attivamente con il parco fornendo supporto strumentale e personale qualificato per una parte del monitoraggio ambientale previsto dal progetto europeo Life NatConnect 2030.

Il protocollo avrà validità dalla data di sottoscrizione fino al 31 dicembre 2027. Fondata nel 2010 e presieduta già dagli inizi da Dismo Milani, Le Dune onlus è considerata un’eccellenza nello studio della coesistenza tra specie autoctone e alloctone.

Punto di riferimento anche in ambito accademico, l’associazione collabora stabilmente con l’università di Padova, ospitando studenti impegnati in ricerche e tesi di laurea. Un contributo che unisce volontariato, ricerca scientifica e formazione delle nuove generazioni. Il direttore Massaro ha illustrato i contenuti del progetto Life NatConnect 2030, cofinanziato dall’Unione Europea e inserito nel quadro della rete Natura 2000.

Si tratta di un programma della durata di nove anni, con 16 partner coinvolti, finalizzato al consolidamento di un sistema di gestione integrato per la conservazione della biodiversità, in linea con le direttive Habitat e Uccelli. Il Veneto partecipa al progetto con una quota pari al 53%. “Il parco non deve essere percepito come un vincolo, ma come una grande risorsa capace di tutelare l’ambiente e allo stesso tempo generare sviluppo economico sostenibile”, ha sottolineato l’assessore Elisa Venturini, evidenziando l’importanza di coniugare tutela ambientale e crescita del territorio.

Soddisfazione anche da parte del presidente Gasparini, che ha rimarcato il valore della collaborazione tra enti pubblici, associazioni e università: un lavoro “a quattro mani” che punta non solo alla salvaguardia degli habitat, ma anche alla diffusione della conoscenza e alla sensibilizzazione delle nuove generazioni. Un modello virtuoso che rafforza il ruolo del Parco del Delta del Po come presidio ambientale, scientifico e culturale di rilevanza regionale ed europea.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400