L'allarme coltelli nelle scuole spaventa anche il Veneto. Dopo l’omicidio avvenuto venerdì a La Spezia, all’interno dell’istituto professionale statale Domenico Chiodo, il dirigente scolastico Giuseppe Turetta di Padova ha inviato una circolare a tutti gli studenti e alle famiglie degli istituti da lui diretti. Nell’episodio ligure lo studente Youssef Abanoub, 19 anni, di origini egiziane, avrebbe accoltellato a morte con una lama di circa venti centimetri il compagno di classe Zouhair Arif, di origine marocchina.
Giuseppe Turetta è dirigente titolare dell’istituto tecnico Calvi e reggente del professionale Da Vinci. Nella comunicazione ufficiale, il preside invita studenti e famiglie a una riflessione sulla tragedia e richiama l’attenzione sulla necessità di vigilare sul comportamento dei ragazzi. In particolare, la circolare sottolinea l’importanza di un controllo attento da parte dei genitori sul benessere dei figli e sulla verifica dell’assenza di armi o oggetti pericolosi. Il dirigente ricorda che l’introduzione di tali oggetti a scuola comporta gravi conseguenze disciplinari, fino alla sospensione, e la segnalazione all’autorità giudiziaria.
Nel testo viene inoltre evidenziato come la vittima avrebbe potuto essere uno studente di qualsiasi istituto e come l’episodio rappresenti un richiamo alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella comunità scolastica. Il preside afferma di aver ritenuto necessario intervenire immediatamente con una circolare a seguito di un evento definito drammatico.
Nella comunicazione vengono richiamati anche i temi dell’educazione alla legalità, della mediazione dei conflitti, del supporto psicologico agli studenti in difficoltà e del coinvolgimento delle famiglie e del territorio. Turetta sottolinea che la violenza giovanile, il bullismo e il possesso di oggetti pericolosi non sono fenomeni limitati a singole realtà, ma interessano diversi contesti italiani.
Il dirigente scolastico affronta anche l’ipotesi, avanzata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, di installare metal detector agli ingressi delle scuole superiori considerate a rischio. Secondo quanto riportato, qualsiasi misura di controllo strutturata richiede un quadro normativo preciso e finanziamenti dedicati, senza che la responsabilità ricada esclusivamente sui singoli istituti scolastici. Viene inoltre specificato che la sicurezza deve essere garantita senza creare stigmatizzazioni.
Nella circolare e nelle dichiarazioni collegate, viene indicato come in determinati contesti l’utilizzo di strumenti di controllo possa essere valutato, pur ribadendo che la priorità resta legata agli interventi educativi, alla promozione della legalità e alla costruzione di relazioni corrette all’interno della scuola.