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tragedia sui colli

Gli investigatori non hanno dubbi: "Suicidio"

Ecco come hanno ricostruito la triste vicenda di Annabella

Annabella, scomparsa da 4 giorni, si cerca disperatamente

Annabella, scomparsa da 4 giorni, si cerca disperatamente

Un susseguirsi di gesti che, letti singolarmente, possono apparire incoerenti, ma che secondo gli inquirenti rientrano in una pianificazione precisa. È la ricostruzione delle ultime ore di Annabella Martinelli, 22 anni, scomparsa la sera del 6 gennaio e trovata senza vita nove giorni dopo in un’area boschiva sul Monte Oliveto, a Teolo. Gli accertamenti svolti finora portano a ritenere che la giovane abbia messo in atto un gesto volontario e pianificato.

La sera dell’Epifania Annabella esce di casa con la sua bicicletta viola, uno zaino rosso, due pizze d’asporto e tre lattine di Coca Cola. La bicicletta verrà poi ritrovata a circa un chilometro dal luogo del ritrovamento del corpo, chiusa con un lucchetto a un palo. Accanto, i cartoni delle pizze, risultati vuoti. Nel luogo in cui è stata rinvenuta la ragazza sono stati trovati resti di pizza, mentre altri frammenti erano conservati nello zaino. Secondo gli investigatori, la presenza di cibo e bevande non indicherebbe il coinvolgimento di terze persone, ma sarebbe compatibile con comportamenti messi in atto dalla stessa Annabella durante il percorso.

Il corpo è stato individuato dopo nove giorni di ricerche in una zona impervia, tra alberi di acacia e roveri, in un punto sopraelevato e difficilmente visibile dalla strada principale. Le operazioni avevano coinvolto quotidianamente vigili del fuoco, Protezione civile, carabinieri, Soccorso alpino e unità cinofile, con l’impiego di droni ed elicotteri. Gli investigatori spiegano che il ritardo nel ritrovamento è legato alle caratteristiche del terreno, alla fitta vegetazione e alle difficoltà oggettive nella ricerca di una persona immobile. In particolare, viene richiamato il possibile fenomeno dell’“odore di rimbalzo”, che può rendere meno efficace il lavoro dei cani molecolari, i quali possono intercettare tracce olfattive diffuse nell’ambiente e non direttamente la fonte.

Uno degli elementi che ha inizialmente suscitato maggiore attenzione è stato il grande cerotto bianco garzato applicato sulla bocca della ragazza. Secondo gli inquirenti sarebbe stata la stessa Annabella a posizionarlo. All’interno del suo zaino è stato infatti trovato un quaderno nel quale la giovane annotava il proprio malessere e indicava l’intenzione di togliersi la vita, facendo riferimento anche all’uso di un cerotto per chiudere la bocca. L’obiettivo, come emerge dagli scritti, sarebbe stato quello di rendere più rapido il decesso. Ulteriori conferme in merito arriveranno dall’autopsia, programmata per martedì, che dovrà chiarire la dinamica della morte, l’assenza di violenze esterne e se il cerotto sia stato applicato in vita.

Il quaderno conteneva anche disegni e altri appunti, oltre a frasi di saluto rivolte ai genitori. Un altro scritto, di contenuto analogo, è stato ritrovato nella camera della ragazza a casa ed è stato consegnato ai carabinieri. Per gli investigatori, questi documenti costituiscono un elemento centrale nel quadro indiziario che porta a ritenere il gesto come volontario.

La scelta del luogo non sarebbe stata casuale. Il punto in cui Annabella è stata trovata si trova in un boschetto appartato, vicino ma non visibile dalla strada principale, sufficientemente isolato per non essere notato facilmente, ma raggiungibile in bicicletta. Secondo quanto ricostruito, la giovane avrebbe portato con sé nello zaino anche la corda utilizzata per l’impiccagione.

Restano da approfondire alcuni aspetti, tra cui la presenza delle tre lattine di Coca Cola vuote rinvenute vicino al corpo, per stabilire se siano state trasportate lì dalla stessa ragazza. Tuttavia, allo stato attuale delle indagini, tutti gli elementi raccolti – la bicicletta chiusa con il lucchetto, il contenuto dello zaino, i biglietti lasciati in casa e nel quaderno, l’assenza di segni di violenza sul corpo e le modalità del ritrovamento – convergono verso l’ipotesi del suicidio.

L’autopsia rappresenterà l’ultimo passaggio tecnico per confermare la ricostruzione già delineata. Nel frattempo, gli inquirenti ritengono che i comportamenti di Annabella nelle sue ultime ore facciano parte di un disegno unitario, compatibile con una decisione maturata e messa in atto in modo autonomo.

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