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L’occupazione polesana perde colpi

Anche il mese di dicembre ha choiuso col segno meno. Nel resto del Veneto le cose vanno meglio

L’occupazione polesana perde colpi

Anche il mese di dicembre ha choiuso col segno meno. Nel resto del Veneto le cose vanno meglio

L’occupazione stenta. Solito andamento a luci ed ombre per il mercato del lavoro, e quindi l’economia, del Polesine per quel che riguarda il bilancio dell’anno appena trascorso.

Secondo i dati forniti da Veneto lavoro, nel 2025 in provincia di Rovigo si sono persi 484 posti di lavoro. Un calo che contrasta con i dati degli anni precedenti. nel 2024, infatti, il saldo tra cessazioni e assunzioni era stato positivo per 1.374 posizioni; nel 2023 segno positivo per 1.041. Una chiara inversione di tendenza, quindi, che accende una spia rossa sullo stato dell’economia polesana. Il saldo negativo del meno 484 occupati è frutto, per il 2025, di 20.081 assunzioni (nel 2024 furono 30.633 e nel 2023 30.064).

Preoccupante anche il dato relativo al mese di dicembre 2025, che ha registrato un saldo negativo per posizioni occupazionali, di meno 1.831 rapporti di lavoro nel settore privato. Nel 2024 saldo negativo di 1.902 e nel 2023 meno 1.914. Insomma per Rovigo una fine d’anno, e un bilancio del 2025 con più ombre che luci.

In Veneto Il bilancio occupazionale annuo è positivo in tutte le province, ad eccezione di quella di Rovigo (-484 posizioni lavorative), ma risulta ovunque inferiore a quello del 2024. La variazione occupazionale più positiva si è registra a Padova (+4.139 posti di lavoro), seguita Venezia (+2.759), Vicenza (+2.620), Treviso (+2.344), Verona (+2.338) - che guadagna circa 5.000 posti di lavoro in meno dello scorso anno - e Belluno (+902). La domanda di lavoro è in diminuzione in tutti i territori, tranne a Treviso (stabile) e Venezia (+3%). Il calo maggiore si registra a Rovigo (-5%) e Padova (-4%).

La situazione Il 2025 si chiude con un bilancio occupazionale positivo per il mercato del lavoro veneto, con 14.600 posti di lavoro dipendente in più nel corso dell’anno. Si tratta tuttavia di un risultato dimezzato rispetto a quello dell’anno precedente, quando i posti di lavoro guadagnati erano stati 29.500. Le posizioni a tempo indeterminato sono aumentate di 24.000 unità, ma il numero complessivo di assunzioni è diminuito del 6% rispetto al 2024. In calo invece le posizioni a tempo determinato (-5.700) e quelle in apprendistato (-3.700. Il ritardo strutturale delle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro in somministrazione consente di osservare i dati solo fino a novembre 2025: i rapporti attivati dalle agenzie venete nel corso dei primi undici mesi dell’anno sono stati complessivamente 114.000 (-3%) con un bilancio occupazionale positivo per +4.500 posizioni di lavoro, superiore a quello dell’analogo periodo del 2024.

Le assunzioni effettuate in Veneto nel 2025 sono state complessivamente 617.427 (-1%). La riduzione delle attivazioni ha interessato soprattutto le donne (-3%), sia per i rapporti a tempo pieno che part-time, i lavoratori di cittadinanza italiana (-2%) e quelli di età compresa tra i 30 e i 54 anni (-5%). In aumento invece, anche per effetto delle dinamiche demografiche, la domanda di lavoro relativa agli over 55.

Le cessazioni di rapporti di lavoro registrate durante l’anno in regione sono state 602.811 (+1%). Tra queste, diminuiscono le dimissioni e i licenziamenti disciplinari, mentre aumentano licenziamenti economici (individuali e collettivi) e le conclusioni contrattuali per fine termine.

Le dinamiche Nel corso del 2025 si sono confermate, e in alcuni casi acuite, le dinamiche di rallentamento o riduzione occupazionale che stanno caratterizzando da tempo alcuni ambiti del manifatturiero locale, dovute in parte alla fisiologica normalizzazione dei ritmi di crescita particolarmente sostenuti della fase post-pandemica e in parte alla flessione dell’attività produttiva in specifici comparti. Una dinamica determinata da un contesto economico internazionale in continua evoluzione.

I settori Il saldo occupazionale annuo del macro-settore industriale si conferma comunque positivo (+3.600) e non troppo lontano da quello del 2024 (+5.100), nonostante un lieve calo delle assunzioni (-2%). La tenuta del settore è determinata soprattutto dal metalmeccanico, che registra un saldo più favorevole di quello dell’anno precedente (+980 posti di lavoro nel 2025) e un aumento delle assunzioni pari al +2%. Il made in italy (-1.500) risulta invece penalizzato dagli andamenti negativi dell’industria alimentare, del tessile-abbigliamento e dell’occhialeria. Nonostante i risultati positivi registrati nella parte finale dell’anno, anche la filiera dell’automotive registra una lieve flessione.

Tra gli altri settori, l’agricoltura registra un bilancio annuo negativo (-660 posizioni lavorative) lontano dai risultati positivi dell’anno precedente, a causa di una crescita delle cessazioni (+9%) superiore a quella delle assunzioni (+2%). Nel terziario il saldo è positivo (+11.700) ma anche in questo caso peggiore rispetto a quello del 202. Tutti i principali comparti, quali commercio, logistica e turismo, non eguagliano infatti i risultati del 2024 in virtù di un diffuso calo delle assunzioni.

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