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inondazioni in mozambico

Sos per il centro missionario di Boane

Frate Luca: “Ci hanno evacuato, danni pesanti”, Per ripartire servirà l’aiuto di tutti

Sos per il centro missionario di Boane

Frate Luca: “Ci hanno evacuato, danni pesanti”, Per ripartire servirà l’aiuto di tutti

Le inondazioni che per giorni hanno falcidiato il sud dell’Africa e il Mozambico hanno allagato anche il centro missionario realizzato a Boane, città a 40 chilometri dalla capitale Maputo. E hanno causato danni non ancora calcolati alle strutture messe in piedi grazie a contributi e donazioni, anche di cittadini ed enti polesani, nel corso degli ultimi anni. Un centro, comprendete oratorio, ambulatorio, alloggi, centri educativi, portato avanti con impegno da frate Luca Santato, originario di Badia Polesine, e che ha dato sostegno e speranza ad un migliaio di ragazzini della zona.

E’ stato lo stesso frate polesano a postare sulla sua pagina Facebook le foto dell’allagamento e dell’evacuazione di pochi giorni fa, quando volontari e residenti locali sono stati raccolti da camion militari per essere portati al sicuro. Per giorni piogge torrenziali hanno colpito il sud dell’Africa causando alluvioni, un disastro che ha colpito in maniera pesante il Sudafrica, con danni e vittime, ed il vicino Mozambico, dove in poco tempo le strade sono diventate torrenti, allagando migliaia di ettari di terreno.

Alluvione che ha colpito anche il centro missionario di frate Luca. Una devastazione che rischia davvero di mandare in fumo il lavoro di tanti volontari, necessario per aiutare la popolazione locale, soprattutto quella giovanile. L’altro giorno frate Luca, tornato in Mozambico lo scorso 2 gennaio dopo essere stato alcuni giorni in Polesine, è tornato al centro di Boane: “Attualmente non posso capire come sarà il futuro e i danni - ha spiegato - Sono stati anni di sacrifici e di tanto lavoro. L'onda arrivata alle 8.06 di ieri (sabato scorso) è stata misurata in 4 metri e 80 centimetri. Ora c'è solo da aspettare che l’acqua possa ritirarsi e arrivare all'oceano. Dopo l’evacuazione il religioso polesano, alcuni volontari e residenti locali avevano trovato accoglienza in una altro centro italiano dell’area. Purtroppo l’ondata d’acqua ha fatto danni e probabilmente ci vorranno mesi prima che si possa riaprire”. E ha aggiunto ricordando i momenti dell’evacuazione: “L’alluvione proveniente dal Sudafrica non ci ha risparmiato, l'esercito è arrivato in soccorso. Grazie veramente ai militari noi avevamo accolto per la notte alcune famiglie ma la situazione poi è peggiorata”.

Il progetto Boane era stato presentato ai cittadini di Rovigo nel corso di una serata al teatro Duomo poco prima di Natale. Frate Luca ed alcuni volontari, tra cui Manuela Pizzardo, avevano spiegato quanto realizzato grazie a donazioni, contributi e tanta solidarietà da parte di cittadini ed enti del Polesine e della provincia di Padova. Tra le altre cose è in fase di realizzazione anche un orfanotrofio, che pare essersi salvato dall’alluvione perché posizionato su un’altura a pochi chilometri dal centro missionario. In questi giorni a Boane dovevano arrivare anche dei volontari polesani, che dovranno rimandare la partenza. Ora la priorità sarà intervenire per ricostruire e rimettere in funzione il centro missionario. E servirà il sostegno di chi non vuol lasciare soli Frate Luca e gli abitanti di Boane.

Le associazioni polesane che sostengono il progetto hanno già diffuso un numero Iban per chi volesse dare aiuto attraverso la cooperativa Olivotti, in prima fila per il progetto Boane: cooperativa Giuseppe Olivotti Iban IT30I0306909606100000060614 Banca Intesa San Paolo. Oppure Provincia veneta frati minori Cappuccini segretariato missionario di Padova Iban IT79HO329601601000067207077 Banca Fideuram Padova, causale Casa Santa Chiara e San Francesco - Maputo.

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