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Allarme aviaria, al via la vaccinazione negli allevamenti

La nostra regione tra le prime a partire con la sperimentazione

Influenza aviaria, arrivano gli indennizzi

Il Veneto si prepara a essere tra le prime regioni italiane coinvolte nel nuovo piano vaccinale contro l’influenza aviaria H5N1. Dopo la Francia, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna, il territorio veneto sarà interessato dalla sperimentazione della vaccinazione degli allevamenti avicoli, secondo quanto presentato lunedì 19 gennaio a Padova, nella sede della Provincia. Il progetto segna il passaggio da una gestione fondata prevalentemente sugli abbattimenti a una strategia improntata alla prevenzione.

A illustrare il nuovo approccio è stata Antonia Ricci, direttrice generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che ha ricordato come le epidemie di influenza aviaria non rappresentino più eventi sporadici, ma si ripetano ormai con cadenza quasi annuale. Il sistema basato sugli abbattimenti di milioni di capi e sui successivi risarcimenti viene progressivamente affiancato da misure di controllo differenti, tra cui la vaccinazione. L’obiettivo è tutelare la salute animale e la salute pubblica, con particolare attenzione alle categorie professionali maggiormente esposte, come veterinari e allevatori.

L’influenza aviaria è una malattia altamente contagiosa per gli uccelli, con un potenziale di salto di specie. Il Veneto è considerato uno dei territori più vulnerabili a causa della presenza di aree umide e del passaggio delle principali rotte migratorie dell’avifauna. Negli ultimi anni, i focolai si sono susseguiti con regolarità, rendendo necessario un rafforzamento delle misure di prevenzione. A livello internazionale si osserva inoltre un’evoluzione del virus, che ha colpito anche mammiferi e, in rari casi, l’uomo. Pur non essendo attualmente trasmissibile tra persone, l’H5N1 resta sotto monitoraggio costante. La Commissione Europea ha autorizzato la vaccinazione come strumento di controllo affiancato agli abbattimenti.

In Italia il piano prenderà avvio in primavera e riguarderà inizialmente tacchini da ingrasso e galline ovaiole nelle aree a maggiore rischio. In Veneto la prima fase interesserà in particolare il territorio veronese, dove è concentrata una parte rilevante del comparto avicolo regionale, ma avrà ricadute anche sulla provincia di Padova e sul resto del territorio. Complessivamente sono coinvolti circa 190 allevamenti di tacchini e 160 di galline ovaiole, per un totale di oltre 4 milioni di tacchini e 10 milioni di galline.

La somministrazione del vaccino avverrà tramite iniezione, utilizzando prodotti autorizzati, sicuri ed efficaci. Con oltre 48 milioni di capi avicoli presenti sul proprio territorio, il Veneto è chiamato a svolgere un ruolo centrale in questa nuova strategia di contrasto all’influenza aviaria, che mira a ridurre la circolazione virale negli allevamenti e il rischio di diffusione del virus, garantendo al contempo la tutela della filiera produttiva e la sicurezza dei consumatori.

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