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ALIMENTAZIONE

Arance, il frutto che cura più di quanto immagini

Dalla storia millenaria ai benefici meno scontati

Arance, il frutto che cura più di quanto immagini

Arrivate in Europa da poco più di cinque secoli, le arance hanno conquistato il mondo partendo dall’Asia. Introdotte dalla Cina grazie ai mercanti portoghesi, oggi sono uno dei frutti simbolo della dieta mediterranea. In Italia trovano la loro terra d’elezione in Sicilia, dove da secoli clima e suolo favoriscono una maturazione naturale che esalta dolcezza, aroma e valore nutrizionale. Tra le produzioni più celebrate spiccano le bionde di Ribera, considerate un’eccellenza riconosciuta anche a livello europeo.

L’arancio, scientificamente Citrus sinensis, appartiene alla famiglia delle Rutacee ed è il risultato di un antico incrocio tra pomelo e mandarino. Oggi è una specie autonoma, capace di raggiungere i 12 metri di altezza, coltivata in ogni continente. Solo in Italia si contano oltre venti varietà destinate al consumo fresco e altrettante utilizzate per la spremitura, segno di una versatilità che accompagna l’alimentazione dalla colazione al dessert.

Dal punto di vista nutrizionale, l’arancia è composta per l’80-90% di acqua, a cui si aggiungono fruttosio, fibre, sali minerali e un patrimonio vitaminico che comprende vitamina C, ma anche vitamine del gruppo B, vitamina P e acido citrico. Questa combinazione favorisce un’azione drenante, contribuisce all’eliminazione delle scorie e sostiene l’organismo nei periodi di maggiore affaticamento.

Il consumo regolare di arance è associato a un rafforzamento del sistema immunitario, grazie all’elevata presenza di antiossidanti capaci di neutralizzare i radicali liberi. La vitamina C, oltre a sostenere le difese naturali, è essenziale nella produzione del collagene, fondamentale per la riparazione dei tessuti e la salute della pelle. Le fibre aiutano la regolarità intestinale e contribuiscono al controllo del colesterolo, mentre i folati favoriscono la formazione dei globuli rossi e migliorano la circolazione sanguigna.

Non meno rilevante è l’effetto sull’equilibrio metabolico. Il contenuto di potassio e magnesio contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa, mentre alcune sostanze bioattive svolgono un’azione antinfiammatoria, utile nella prevenzione della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2. Studi nutrizionali attribuiscono alle arance un ruolo anche nella prevenzione di alcune forme tumorali: composti come il D-limonene e l’esperidina sono oggetto di ricerche per la loro capacità di ostacolare la proliferazione cellulare anomala e favorire l’apoptosi.

Sul fronte renale, l’acido citrico e i citrati contenuti nel succo aiutano a ridurre l’acidità delle urine, diminuendo il rischio di calcoli renali e sostenendo la funzionalità dei reni. A livello dermatologico, gli antiossidanti proteggono la pelle da inquinamento e raggi solari, contribuendo a mantenerla più luminosa e uniforme. Non a caso, l’arancia è utilizzata anche in cosmesi naturale, dove succo e polpa vengono impiegati per contrastare i segni dell’invecchiamento cutaneo.

Come ogni alimento, però, anche l’arancia richiede moderazione. L’elevato contenuto di fruttosio e la naturale acidità possono causare disturbi gastrointestinali se assunte in eccesso, con sintomi che vanno dal bruciore di stomaco al gonfiore, fino a crampi e diarrea nei soggetti più sensibili. Un consumo equilibrato resta quindi la chiave per beneficiare delle sue proprietà senza effetti indesiderati.

Emblema della qualità italiana è l’Arancia di Ribera DOP, coltivata nelle valli dell’Agrigentino, dove l’equilibrio tra terreno, acqua e microclima garantisce frutti unici. La sua bassa acidità e la spiccata dolcezza la rendono particolarmente digeribile, apprezzata anche da chi soffre di disturbi intestinali. Riconoscibile per la forma sferico-ellissoidale e per il tipico ombelico interno, soprattutto nelle varietà Brasiliano e Washington Navel, presenta una buccia di colore arancio intenso e una polpa bionda, delicata e dal gusto leggermente vanigliato.

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