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Il paese col polo logistico attorno

Il sindaco Giorgio Grassia, forte di cinque mandati: “Anche Morellato si insedierà qui da noi”

Il paese col polo logistico attorno

Castelguglielmo è al centro di un polo logistico importante per tutto il Nord est e anche se conta 1500 abitanti ha molte potenzialità.

Cinque mandati da sindaco, una profonda conoscenza del territorio e una visione che guarda oltre i confini comunali. Giorgio Grassia guida Castelguglielmo da anni e ne conosce a fondo punti di forza, criticità e potenzialità di un paese che pur affrontando il calo demografico tipico di questa epoca, specie in Polesine, ha saputo costruire attrattività, lavoro e servizi.

Sindaco Grassia, com’è oggi Castelguglielmo e come sono i suoi abitanti?

“Castelguglielmo soffre, come tanti comuni, un calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, ma i nostri cittadini sono resilienti, forti, molto legati al territorio. Sono anche ospitali e aperti ai cambiamenti che stiamo cercando di governare con gradualità”.

Lo sviluppo produttivo ha segnato profondamente il territorio. Quanto conta oggi?

“Molto. Amazon occupa per il 95% degli insediamenti industriali del territorio comunale e impiega circa 2.000 persone, senza contare i picchi stagionali. Accanto ad Amazon ci sono realtà come Fincart e, a breve, anche Morellato. Tutto questo nasce dal parco fotovoltaico realizzato nel 2011, allora il più grande d’Europa, che ha fatto da volano alle urbanizzazioni”.

Questo ha inciso anche sul fronte abitativo?

“Sulle compravendite poco, ma sulle locazioni moltissimo: Castelguglielmo e tutto il comprensorio hanno visto una saturazione degli affitti. È stato un modo per contrastare, almeno in parte, il calo demografico.”

La provincia di Rovigo però fatica a crescere più del resto del Veneto: perché secondo lei?

“Il Polesine ha enormi potenzialità inespresse. Manca una regia unica, trasversale e apolitica, capace di promuovere il territorio nel suo insieme. Finché ogni campanile difende il proprio spazio, si fa fatica a fare un salto di qualità”.

I servizi restano un elemento centrale per i piccoli comuni. Da questo punto di vista come sta Castelguglielmo?

“Siamo fortunati: abbiamo carabinieri, poste, banca, scuola, teatro, distributore di carburante. Soffriamo però la chiusura del market, che crea disagio soprattutto alle persone anziane. Stiamo facendo tutto il possibile, ma dipende dall’iniziativa privata aprire un supermercato in zona”.

Quanto conta l’associazionismo in questo equilibrio?

“E’ fondamentale. Pro Loco, Avis, Caritas, Comitato Bressane: cerchiamo di coordinarci e programmare insieme perché le risorse umane sono sempre le stesse. Fare rete permette di offrire eventi più grandi e rafforzare il senso di comuni”.

Dopo cinque mandati c’è ancora entusiasmo?

“Sì, perché amo questo paese. Ho scelto di restare qui e ho dedicato molto tempo, spesso a scapito della famiglia. Ma vedere il territorio crescere ripaga ogni sacrificio”.

Tra le eccellenze spiccano scuola e turismo lento. Ce ne parla?

“Abbiamo realizzato una cittadella scolastica da oltre 2 milioni di euro, dall’infanzia alle medie, con indirizzo musicale. E poi un’area camper attrezzata che nel 2025 ha registrato mille pernottamenti. A breve realizzeremo anche un attracco turistico sul Canal Bianco”.

Guardando al futuro: come vede Castelguglielmo tra dieci anni?

“Una zona produttiva completamente esaurita, nuovi posti di lavoro e servizi sempre più qualificati alla persona. Il compito di un sindaco è questo: spendere bene le risorse per la collettività e lasciare un paese più forte di come lo si è trovato”.

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