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L’opera

Mardimago, il futuro nelle ex scuole

Partiti i lavori per ospitare un progetto inclusivo fra generazioni

Mardimago, il futuro nelle ex scuole

La seconda vita delle ex scuole elementari di Mardimago è vicina. Sono iniziati i lavori di recupero e messa in sicurezza dell’edificio che fino a 70 anni fa ha ospitato gli alunni della frazione, prima dell’entrata in funzione dell’edificio di via dei Mille. L’intervento di ristrutturazione dell’immobile a ridosso della chiesa di piazza Papa Giovanni XXIII si articola in due stralci: il primo, appena avviato, “realizzato con 170mila euro di risorse comunali, stanziate con l’avanzo libero - spiega l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Rizzato - consiste nella manutenzione straordinaria della copertura. Perché è stato rilevato lo sfondamento del tetto con gravi infiltrazioni, dunque è necessario rifarlo”. Nel giro di un paio di settimane partirà anche il secondo stralcio “finanziato per 161mila euro con fondi ottenuti attraverso un bando del Gal - nota Rizzato - ai quali l’amministrazione ha aggiunto altri 38mila euro per rendere accessibile e agibile il piano superiore dell’edificio, piuttosto malconcio, realizzare nuovi impianti, mettere a norma i servizi igienici abbattendo le barriere architettoniche, sistemare infissi e interni”. Il progetto finanziato dal Gal, prevede una sala polivalente per un progetto sociale con bambini e anziani.

“Sono molto felice per l’avvio dei lavori - commenta il sindaco Valeria Cittadin - che vanno a concretizzare un progetto importante, nato dall’assessorato al sociale, che ha come obiettivo di creare un luogo di crescita per i bambini e i ragazzi in condivisione con gli anziani in modo pienamente inclusivo perché dedicato a persone con disabilità. Un grande plauso, dunque, a questo avvio che mi fa onore perché ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza a Mardimago. Questo progetto è un modello che, come amministrazione, ci piace rendere possibile anche in altre frazioni, che non devono essere considerate periferiche, ma luoghi che hanno voglia di protagonismo e pieni di vitalità”.

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