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“No alle trivelle in tutto il Polesine”

“Il nostro futuro non può basarsi sull’idea di scavare di più, ma sulla custodia di ciò che abbiamo”

“No alle trivelle in tutto il Polesine”

“Ho sempre detto no alle trivelle in Polesine, perché rappresentano un rischio troppo alto per l’ambiente, per l’agricoltura, per le comunità e per l’equilibrio complessivo del nostro territorio. Dai rischi di subsidenza alle fragilità del nostro territorio polesano”. Lo dichiara Cristiano Corazzari, consigliere regionale della Lega, rilanciando la necessità di una legge regionale di tutela integrale del Polesine.

“Il Veneto - ricorda il consigliere regionale - ha sempre espresso una posizione chiara sul tema. Servono studi completi, indipendenti e scientificamente fondati prima di assumere qualsiasi decisione. Il nostro territorio è un bene da proteggere, non una risorsa da sfruttare senza consapevolezza. E’ il momento di scegliere la strada della responsabilità e non quella della fretta. Le trivelle - spiega Corazzari - avrebbero un impatto economico e ambientale legato al fenomeno della subsidenza, che da decenni interessa le aree più fragili del Delta e del basso Polesine. E ogni anno i Consorzi di bonifica investono ingenti risorse per contrastare gli effetti della subsidenza, che mette a rischio la sicurezza e la stabilità del nostro territorio”.

Per Corazzari “nuove attività di estrazione potrebbero aggravare una situazione già delicata, causando danni ambientali, economici e sociali difficili da recuperare. Prioritaria deve essere la prevenzione e la pianificazione: da consigliere regionale continuerò a lavorare per una legge regionale che estenda la tutela ambientale a tutto il Polesine, bloccando le attività estrattive e istituendo un sistema permanente di monitoraggio sugli impatti ambientali e socio-economici delle attività energetiche. Solo così, potremo proteggere davvero il territorio, dalle campagne alle zone fluviali, garantendo equilibrio, sostenibilità e sicurezza per chi vi vive e lavora. Chi vive da sempre in queste terre - conclude Corazzari - è consapevole di quanto siano fragili e preziose. Il nostro futuro non può basarsi sull’idea di scavare di più, ma sulla capacità di valorizzare e custodire ciò che abbiamo. Difendere il territorio significa difendere la nostra identità e la nostra comunità”.

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