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veneto
20.01.2026 - 09:07
Lo sgombero del casolare di via Villa, a Quinzano (Verona), avvenuto il 14 gennaio, è al centro di una presa di posizione della Ronda della Carità Verona Odv. In una nota diffusa nelle ore successive all’operazione, il presidente dell’associazione, Enrico Giacomini, ha commentato l’intervento condotto dai carabinieri con il supporto dei vigili del fuoco, che si è concluso con la denuncia e il trasferimento in carcere di nove persone sorprese all’interno dell’immobile, di proprietà dei Padri Vincenziani.
Secondo quanto riportato da Giacomini, dietro alle persone coinvolte nello sgombero si trovano situazioni di marginalità sociale e casi di lavoratori che non riescono a reperire un alloggio. L’operazione era scattata in seguito ad alcune segnalazioni e ha portato alla liberazione dell’edificio occupato.
Nella stessa nota, la Ronda della Carità ha richiamato l’attenzione sulle condizioni climatiche invernali e sulle conseguenze che gli sgomberi possono avere per chi vive senza un riparo. Giacomini ha citato i dati della Federazione Italiana Persone Senza Dimora, secondo cui nel 2025 sono state 421 le persone che hanno perso la vita in strada in Italia, precisando che si tratta di un numero ritenuto in difetto rispetto alla realtà e in aumento rispetto agli anni precedenti. Una parte di questi decessi, viene ricordato, riguarda anche il territorio veronese.
L’associazione ha quindi avanzato alcune richieste alle istituzioni. In primo luogo, una moratoria sugli sgomberi nei mesi più freddi dell’anno, salvo i casi in cui siano accompagnati da una reale proposta di accoglienza alternativa. In secondo luogo, lo stop al sequestro di coperte e sacchi a pelo, indicati come beni essenziali per la sopravvivenza delle persone che dormono all’aperto. Infine, la necessità di individuare soluzioni concrete, considerato che i dormitori cittadini risultano spesso saturi e che molte persone senza dimora ricevono risposte negative quando cercano un posto letto.
Giacomini ha inoltre precisato che la posizione della Ronda della Carità non è contraria alla legalità, ma si concentra sull’aspetto umanitario e sull’esigenza di tutelare l’incolumità delle persone più fragili. Nel documento viene sottolineato come l’assenza di alternative abitative rischi di spostare il problema senza risolverlo, aumentando l’esposizione a situazioni di pericolo.
Il presidente dell’associazione ha infine rivolto un ringraziamento ai cittadini veronesi che quotidianamente contattano la Ronda della Carità per segnalare situazioni di difficoltà, spiegando che molte delle comunicazioni ricevute riguardano la preoccupazione per la salute e la sicurezza delle persone costrette a dormire in strada.
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