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Il paese si è fermato per Matteo

Un commosso addio allo storico presidente dell'Altopolesine

Castelmassa ha tributato l’ultimo saluto a Matteo Ghisellini, presidente dell’Altopolesine morto improvvisamente il 4 gennaio mentre era in vacanza a Girona con la famiglia. Aveva 58 anni.

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Un saluto in grande stile, quello della comunità massese. Non tanto per la forma, ma sostanziando tutte le motivazioni che questa perdita ha causato al paese e al territorio. Matteo Ghisellini è stato figura pubblica centrale, almeno negli ultimi 15 anni, nella quotidianità del paese, aggiungendo all’altezza morale del vissuto privato, quelle qualità che fanno diventare una brava persona, un punto di riferimento.

Ecco quindi che la maturazione dell’uomo Matteo Ghisellini ha inciso profondamente nel tessuto sociale del paese e del territorio. Figlio, fratello, studente e giovane, e poi professionista di alto profilo, marito e padre innamorato della sua famiglia, Matteo Ghisellini ha completato un percorso che lo ha portato alla presidenza di una società di calcio che negli ultimi anni ha dato priorità, in diversi anni in esclusiva, alla formazione e alla costruzione di un settore giovanile che ha visto passare centinaia di giovani e giovanissimi atleti. E il percorso di Matteo Ghisellini si è fisicamente concretizzato il giorno del suo funerale.

Il corteo, partito dalla sala consiliare del municipio, luogo che ha ospitato la camera ardente, ha raggiunto la parrocchiale dedicata a Santo Stefano dove don Stefano Marcomini ha officiato il rito funebre. Proprio il parroco, durante l’omelia, ha ripercorso con attenzione le fasi che hanno caratterizzato la vita di Ghisellini, partendo dalla giovinezza, legittimamente, spensierata, al servizio nell’Arma dei carabinieri, alla carriera professionale impeccabile, alle responsabilità di padre e marito, fino all’impegno, sempre preciso e puntuale, nella società. Per tutti questi motivi, ha evidenziato l’officiante, chi muore non si allontana da noi. Certo, il dolore è grande, e probabilmente non ci sono parole in grado di dare risposte, “ma quanto fatto durante la propria vita resta patrimonio di chi l’ha amato e conosciuto”.

Al termine del rito religioso la preghiera pronunciata da un rappresentante dell’Associazione nazionale carabinieri. Gli interventi della moglie Alice, dell’amica Alice Trombella, di una ex collega di lavoro, della sorella Mara, dell’amico Damiano Oltramari e del sindaco Federico Ragazzi, hanno ulteriormente sottolineato le qualità, il carattere, la disponibilità, il senso del dovere, la bontà d’animo, la determinazione, la competenza che caratterizzava la vita di Matteo Ghisellini nelle diverse situazioni.

All’uscita dalla chiesa un momento di riflessione accompagnato dalla musica di Bruce Springsteen, gli striscioni dell’Inter club di Moglia di Sermide e degli amici milanisti di Matteo, le sciarpe nerazzurre sulla bara e poi tutte e tutti in corto verso quel campo sportivo che l’ha visto protagonista nella gestione di una società sportiva che ha cresciuto, organizzativamente e tecnicamente, a sua immagine e somiglianza.

Al Veneziani, ad accogliere Matteo, i suoi ragazzi, i giocatori della prima squadra e delle giovanili, i dirigenti attuali e ancora tanta gente che ha voluto essere presente anche in questo momento, particolarmente significativo, di certo logico capolinea di quel percorso cui accennavamo prima. Paola Gazzi, per la società Altopolesine, ha chiuso il commosso intervento con una promessa: “Non ti dimenticheremo, sarai sempre presente, come eri presente quando venivi agli allenamenti dei tuoi ragazzi, dai più piccoli ai più grandi. E i progetti che abbiamo costruito insieme li porteremo avanti, e tu sarai con noi”.

Alla cerimonia erano presenti, oltre al sindaco di Castelmassa, quelli di Castelnovo Bariano, Ceneselli e Bergantino, il presidente della delegazione di Rovigo della Figc, Luca Pastorello e tantissimi giocatori, ex giocatori e allenatori.

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