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Gli amici fumano, lui risulta positivo e perde la patente

E il Tar rigetta il suo ricorso

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Il Tar ha confermato il ritiro della patente nei confronti di un quarantenne trevigiano, stabilendo che anche l’esposizione al fumo passivo di cannabis può essere ritenuta incompatibile con l’idoneità alla guida. Il provvedimento era stato adottato in precedenza dalla commissione medica dell’Usl 2 e successivamente confermato dalla Motorizzazione civile.

L’uomo era già stato sanzionato in passato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e, proprio per questo motivo, era sottoposto a controlli periodici. Nel febbraio 2024 gli accertamenti sanitari avevano dato esito positivo al consumo di cannabis. A giugno la commissione medica aveva preso atto dei risultati e disposto il ritiro della patente. Contro tale decisione era stato presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Nel corso del procedimento, la difesa aveva sostenuto che la positività riscontrata non fosse riconducibile a un consumo diretto di sostanze stupefacenti, ma al cosiddetto fumo passivo, cioè all’inalazione involontaria di fumo prodotto da altre persone. Il legale aveva inoltre contestato la quantità di principio attivo rilevata nel sangue, pari a 0,1 e 0,05 nanogrammi per milligrammo, evidenziando come le linee guida internazionali indichino come valore soglia lo 0,5 nanogrammi. Secondo questa impostazione, dunque, si sarebbe trattato di valori minimi, compatibili con una contaminazione ambientale.

Il Tar non ha accolto tali argomentazioni. Nella sentenza i giudici hanno ribadito che "anche un uso occasionale e limitato di sostanza stupefacente è incompatibile con l’idoneità alla guida", sottolineando che la sicurezza stradale richiede un livello di affidabilità particolarmente elevato da parte dei conducenti. Inoltre, è stato precisato che "la frequentazione di soggetti dediti al consumo di cannabinoidi è un fattore rilevante nel giudizio in ordine alla recidiva da parte dell’interessato".

Nel dispositivo viene quindi attribuito rilievo non solo all’assunzione diretta di sostanze, ma anche al contesto in cui una persona si trova. Per il Tar, infatti, la semplice presenza nello stesso ambiente di chi consuma cannabinoidi è un elemento che incide sulla valutazione complessiva dell’idoneità alla guida, soprattutto in presenza di precedenti specifici e di un regime di controlli sanitari già attivo.

La decisione conferma integralmente il ritiro della patente disposto dagli organi sanitari e amministrativi competenti.

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