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La malattia si prende mamma Laura

Aveva 47 anni, lascia il marito e una bimba di 9

La malattia si prende mamma Laura

Si terranno domani, giovedì 22 gennaio, alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di San Liberale a Marcon (Treviso), i funerali di Laura Rossi, scomparsa domenica 18 gennaio all’età di 47 anni dopo una malattia che le era stata diagnosticata poco più di un anno fa. Al termine della cerimonia la salma verrà cremata.

Laura Rossi lascia il marito Marco e la figlia Vittoria, di 9 anni. La sua scomparsa ha unito nel lutto due territori: la provincia di Treviso, dove aveva frequentato le scuole medie e superiori, e la provincia di Venezia, dove viveva con la propria famiglia. Aveva infatti studiato alle scuole medie Martini e successivamente alle Canossiane, per poi intraprendere un percorso lavorativo nel settore immobiliare.

Proprio nell’ambito professionale aveva conosciuto il futuro marito Marco. Dopo il matrimonio la coppia si era stabilita a Marcon, nel Veneziano, dove aveva costruito la propria vita familiare. Dalla loro unione, nove anni fa, era nata la figlia Vittoria.

Nel corso degli anni Laura aveva coltivato anche una passione per la danza. Aveva iniziato fin da bambina con la danza classica e, una volta adulta, aveva proseguito frequentando palestre e specializzandosi nei balli latino-americani, tenendo anche corsi di danza.

La malattia le era stata diagnosticata alla fine del 2024. Nel periodo successivo aveva raccontato il proprio percorso anche attraverso i social network, condividendo alcuni momenti della quotidianità, tra cui immagini insieme alla figlia. Le condizioni di salute si sono aggravate nei mesi successivi fino al decesso, avvenuto domenica scorsa.

Oltre al marito e alla figlia, Laura Rossi lascia il padre Amedeo, la madre Paola, le sorelle Silvia e Cinzia, Stefania, il cognato Massimo e il suocero Gaetano, insieme a parenti e amici.

In queste ore numerosi messaggi di cordoglio stanno arrivando alla famiglia sia dal territorio veneziano sia da quello trevigiano, dove Laura era conosciuta per il suo percorso scolastico e professionale. L’epigrafe scelta per ricordarla si apre con le parole: "Non muore mai chi vive nel cuore e nei ricordi di chi resta".

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